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Lecce-Reggina: considerazioni di Franco Cleopadre

Inserito da on 21 settembre 2014 – 12:40No Comment |
Ciccio Cozza allenatore Reggina

Il tecnico amaranto Ciccio Cozza

Di Franco Cleopadre – Ancor prima di riflettere sulla sconfitta di Lecce, spendiamo qualche parola sulla decisione assunta ieri dall’assemblea dei Soci della Reggina nel dare concretezza all’azionariato popolare. L’avevamo sostenuto dalle colonne di tuttoreggina.com in data 14 Maggio 2012, 16 settembre 2012 e 14 Maggio 2014, e ci sorprendeva che la Società non cogliesse l’opportunità.

Aver aperto le porte all’esterno è un gesto che ogni tifoso, che ama nei fatti e non solo nelle critiche o per convenienza la squadra, dovrebbe accogliere. Grandi club, quali il Barcellona, il Real Madrid e la Roma, economicamente sono organizzate con l’azionariato popolare e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Amici reggini, non si tratta di essere pro o contro foti, ma essere pro o contro la reggina. L’operazione, che sembra, andrà tra breve in porto, dice ad amici e nemici: vuoi diventare socio della Reggina Calcio e quindi avere diritto a prendere visione dei bilanci, ne hai possibilità. Ognuno è libero di scegliere , secondo potenzialità e credo di appartenenza. Mi sembra questa operazione parente prossima di quando nel 1986, grazie all’imprenditore Matacena, che rinunciò ai suoi crediti verso la Società, ed ad un gruppo di giovani imprenditori reggini, tra i quali Foti, Benedetto e Praticò, si diede vita all’attuale società.

In molti, noi compresi, avevamo accolto con filosofia la sconfitta con il Messina e attendavamo l’incontro di Lecce per maturare un’idea più completa sulla Reggina 2014/2015. Purtroppo, il passo, dalla filosofia alla realtà è sotto gli occhi di tutti e questo ci porta diritti diritti alla delusione. È brutto e pericoloso parlare di delusione a 4 giornate dall’inizio del campionato, ma se tre indizi fanno una prova, dopo la sconfitta interna in Coppa Italia con la Casertana, quella del derby e ieri a Lecce, ecco la prova che anche quest’anno la tifoseria amaranto è forse destinata a soffrire.

Se avessimo di fronte Cozza gli chiederemmo perché nel secondo tempo, ha fatto entrare Louzada, che conosciamo dall’anno scorso, e non Viola, perché si ostina con Di Michele dall’inizio e quando pensa che il suo pupillo Masini, si potrà rendere utile alla squadra. Venerdì sera, abbiamo anche avuta la sensazione di trovarci in presenza di un conduttore elettrico, privo del cavo interno di rame. No, Reggina, così non va, la squadra presenta lacune in difesa e la media di 1,5 goal subiti a partita ne è la conferma. A centro campo, Armellino, Rizzo e Dall’Oglio, presi individualmente non sono male, ma è l’ intero reparto che lascia a desiderare. Il calciatore, oltre a giocare bene, deve giocare “insieme” e per questo il centrocampista deve essere la fonte di gioco per gli attaccanti e a Lecce questo non è accaduto. È vero che Di Michele e Insigne hanno fallito facili occasioni, ma se il numero dei palloni giocabili fosse stato superiore, le probabilità di successo sarebbero aumentate.
Manca il centrale che rappresenta la spina dorsale della squadra, che ha carisma e personalità o la propensione ad inserirsi negli spazi. Nessuno degli attuali centrocampisti amaranto ha caratteristiche di regista, ed ecco il conduttore elettrico privo dell’anima di rame. Non basta essere bravi in marcatura, oltre alla motivazione e alla concentrazione, bisogna essere creativi ed estrosi in fase di ripartenza, capaci di leggere intelligentemente il gioco dei rivali, accorciare ed allungare la squadra, veloci nei recuperi. I tichi tachi servono a nulla, se hanno come risultante la mancata verticalizzazione, il rallentamento dell’azione o il mancato tiro in porta da fuori area.

L’azionariato popolare potrebbe aprire le porte al rafforzamento anticipato della squadra ricorrendo al mercato degli svincolati. Sognando, ad occhi aperti, penseremmo per il centrocampo, a l’ex napoletano Donadel (1983).

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