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Reggina: da Taibi in poi, storia delle controversie tra società e calciatori

Inserito da on 4 novembre 2014 – 18:51No Comment |

Angeli o demoni? Le prime vittime dell’ira funesta di Lillo Foti sono ancora una volta i calciatori.

Nello specifico il capitano David Di Michele, Alessio Viola e Marco Condemi si prestano giocoforza come capri espiatori per questo ennesimo periodo buio degli amaranto. Teste da tagliare, o soltanto colpevoli temporanei pronti ad essere perdonati? Sta di fatto che anche questa è una mossa ormai ripetuta da anni.

A partire dal processo mediatico scatenato ad arte contro Massimo Taibi, all’indomani dello spareggio salvezza perso contro il Verona nel 2001, in Serie A, la messa all’indice dei giocatori di carisma è entrata di diritto nel copione della società di via delle Industrie. Poche settimane dopo le polemiche che coinvolsero il portiere poi ceduto all’Atalanta, altri due compagni vennero messi fuori rosa: Ezio Brevi e Lorenzo Stovini. L’accusa di sentirsi “meno amaranto” degli altri, costituiva solo un arrampicarsi sugli specchi per giustificarne il mancato rinnovo contrattuale, nonché la cessione che sarebbe avvenuta di lì a poco.

Il “colpevole” di una stagione, quella del ritorno in massima serie del 2002/03, iniziata con progetti europei ma terminata con una salvezza allo spareggio proprio contro l’Atalanta di Taibi, fu Jorge Vargas. Niente allenamenti in solitario né massacro mediatico per il cileno, ma la rescissione di un contratto peraltro prolungato pochi mesi prima fu indice di confusione. Lo stesso difensore poi si rese conto che le regole non gli avrebbero consentito di accasarsi altrove, almeno nell’immediato di quell’estate del 2003.

Più tranquillo il triennio con Walter Mazzarri, dove oltre a qualche scaramuccia con Davide Dionigi non si annoverano provvedimenti restrittivi. Tramontata l’epoca del tecnico livornese, nel 2008 si decide di togliere dalla disponibilità del terzo tecnico stagionale, ovvero Nevio Orlandi, diversi elementi anche tra quelli prelevati nel mercato di gennaio, come il nigeriano Ayodele Makinwa. La mossa porterà buoni frutti, ed una Reggina trascinata da Amoruso, Brienza e Cozza manterrà la Serie A.

Musica completamente diversa l’anno successivo. La tribuna a cui viene costretto il centravanti Bernardo Corradi a Firenze, nel girone d’andata, resta un caso isolato. Almeno fino al termine della stagione, quando con la retrocessione ormai acquisita matematicamente, sia l’ex laziale che altri compagni esperti e carismatici (Cirillo e Cozza) vengono indotti alla rescissione anticipata, a forza di allenamenti sotto il sole nonostante il campionato fosse concluso.

Si torna in Serie B, ed al termine della disgraziata stagione 2009/10, quella con Novellino-Iaconi-Breda, dopo pochi mesi dal suo ritorno in riva allo Stretto, Giacomo Tedesco viene poco gentilmente messo alla porta. Il braccio di ferro per la rescissione contrattuale si protrae fino al termine del calciomercato, ed in quei giorni il centrocampista subisce anche un incidente alla propria autovettura. Maggior clemenza ci sarà per Emiliano Bonazzoli, che tornerà in organico previo dimezzamento dell’ingaggio.

L’estate del 2011 è caratterizzata dall’iniziale isolamento per Simone Missiroli (di ritorno per fine prestito dal Cagliari) e Nicolas Viola, lasciati in sede anziché essere portati in ritiro con la squadra, più per stupide ripicche che per reali motivi. Tant’è che per il reintegro trascorreranno pochi giorni, mossa che suggella l’inutilità del provvedimento precedente. Viola, accusato di non voler prolungare il contratto, firmerà in bianco davanti a Lillo Foti in ritiro.

Un anno dopo, la Reggina guidata da Davide Dionigi è priva di un centravanti, ma Emiliano Bonazzoli viene lasciato marcire sul campo n.4 assieme a diversi altri epurati. Il rapporto si chiuderà con una rescissione consensuale a campionato iniziato. Nel corso della stessa stagione, con Bepi Pillon in panchina, un altro elemento capace di attirare le simpatie del pubblico finisce in castigo: è Vincenzo Sarno, che assieme ad Angelo Antonazzo e Vito Di Bari viene escluso dalla trasferta di Crotone, salvo poi essere ripescato dopo una settimana.

Da notare come parecchie delle diatribe fin qui elencate, siano nate e proseguite solo per opera della società, e sicuramente non per la gioia degli allenatori di turno. Forse, venendo ai giorni nostri, il caso di Di Michele, Viola e Condemi potrebbe essere leggermente diverso, e vedere un input anche da parte della guida tecnica. Dovrà comunque essere la Reggina a fare chiarezza sui motivi reali di queste esclusioni. Ma l’impressione è quella di essere davanti all’ennesimo scaricabarile, frutto di uno stato confusionario.

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