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Reggina, sogno o son desto? di Franco Cleopadre.

Inserito da on 5 novembre 2014 – 12:21No Comment |

Vorrei che fosse un sogno, ma mi rendo conto, al cospetto di questa Reggina, di essere non solo desto, ma anche amareggiato, nel pensare che non riusciamo ad azzeccarne una.

Probabilmente Foti ha un conto aperto, non solo con la giustizia sportiva, ma anche con la sfortuna, perché non si può spiegare che prima Viola e poi Di Michele, si divorino due goal a porta vuota nella partita contro l’Aversa Normanna, squadra con la difesa più perforata del girone.

COSA SUCCEDE A QUESTA REGGINA TARGATA COZZA? Il dodicesimo uomo in campo, ovvero il tifoso, è stanco di subire umiliazioni a catena e a fine partita con l’Aversa, non le ha mandate a dire, sia alla squadra sia al Presidente. Una possibile spiegazione è che qualcosa si è rotto all’interno dello spogliatoio, altrimenti non si capisce come, per il ritiro di Castrovillari non siano partiti Di Michele e Viola, “gli artefici” della mancata vittoria di domenica. Che il problema sia proprio l’allenatore e al cattivo rendimento della squadra, diano una spallata gli eventuali gruppuscoli formatisi all’interno della squadra?

VIOLA E MASINI? Abbiamo sempre sostenuto Viola perché ritenuto un calciatore legato alla maglia che lo ha visto crescere, ed in grado di dialogare in velocità di pensiero e azione con Insigne, ma se Cozza ha ritenuto di non convocarlo per Melfi, potrebbe avere i suoi motivi. Usiamo il verbo potere al condizionale presente, perché possiamo solo ipotizzare cosa bolle in pentola, ma fino a quando dalle ipotesi non si passa alle certezze, il condizionale è d’obbligo. Cozza, pur dotando la squadra di un gioco a volte propositivo, ha forse il torto di avere dato al suo ex giocatore del Catanzaro Masini, troppa fiducia in attacco, a scapito di Viola che, probabilmente sta attraversando una fase… involutiva… sapendo di non godere della fiducia del Mister. Alessio Viola, fra poco più di un mese (26 Dicembre) entrerà nel 24 esimo anno di età e non può essere considerato “barca di riserva” di un trentenne che non vede la porta nemmeno con il cannocchiale della marina. Il pisano, purtroppo, è ben lontano dai 30 goal realizzati in due anni a Catanzaro e l’annata che sta attraversando potrebbe essere simile a quella di Daniele Cacia a Reggio, che andando via dalla città dello stretto, con 27 partite e 4 goal, torna a Piacenza dove è cresciuto calcisticamente e in 38 partite, realizza 21 reti. Auguriamo a Simone Masini di sbloccarsi sin dalla prossima partita di Melfi e confermare in tutti i suoi critici, noi compresi, le attese dopo il suo arrivo alla Reggina.

Questo il giudizio su Masini espresso attraverso la sua pagina Facebook il 31 Ottobre, dall’amico Salvatore Condemi, tifoso amaranto e osservatore quotidiano non solo della Reggina, ma anche dei fatti di Reggio. Il suo defunto Papà, Natale, era accanito tifoso amaranto e sulla sua bara ha voluto deposta una sciarpa della Reggina. Salvatore prima di trasferirsi a Latina, dove oggi risiede, è stato per lungo tempo a Milano e ha fondato il club ELVY PIANCA, creando anche una sciarpa con su scritto: “Forza Reggina-Club Elvy Pianca, 1300 km d’orgoglio”.

“Masini: e qui arrivano le note dolenti. Era arrivato a Reggio Calabria accompagnato dalla fama di grande goleador e si sperava fosse l’attaccante che alla Reggina mancava da ormai tanto tempo. E invece? Si è visto solo a Lecce con un colpo di testa a porta sguarnita (non ha fatto di meglio che buttare la palla a decine di metri dal palo più lontano) e contro la Vigor Lamezia (con un tiro a botta sicura la cui palla è andata in fallo laterale). Senza dubbio l’impegno c’è ma manca la concretezza di depositare il pallone in rete. Cozza sostiene sia una questione di modulo; noi, al contrario, diciamo che questo ragazzo non si è ambientato e che, a lungo andare, questo promettente trentenne si bruci. Da rivedere”.

IL RITIRO DI CASTROVILLARI E LE SPETTANZE MENSILI: Il ritiro è un altro indizio che rafforza l’ipotesi di una valutazione della Società non certo favorevole alla squadra. Altra ipotesi negativa che ci passa per la mente è che la Società non sia in regola con i pagamenti verso i calciatori, ed è a tutti noto quanto la regolarità delle spettanze o gli incentivi economici, sono potenti stimoli che fanno scattare la più o meno buona prestazione, nella testa e nei piedi del calciatore.

L’AUMENTO DEL CAPITALE: L’assemblea dei soci che si è tenuta ieri ed ha determinato l’aumento di capitale potrebbe essere una boccata di ossigeno per le anemiche, se non dissanguate, casse sociali. Sembrano anche imminenti i tempi per l’attuazione di quanto, da due anni a questa parte, stiamo sostenendo, ovvero l’azionariato popolare. Se anche questa che riteniamo l’ultima carta spendibile per Foti, non dovesse dare i frutti sperati, sarebbe bene che lo stesso si convincesse che il suo ciclo è concluso e mettesse all’asta la Società, vedi Bari, affinché qualcuno si potesse fare avanti, ancor prima di essere costretto a portare i libri in tribunale, dove per sua stessa ammissione, la società risulterebbe in stato d’insolvenza, che con linguaggio tecnico/giuridico si chiama fallimento.

AZIONARIATO POPOLARE: L’attuazione potrebbe rappresentare non solo l’ultimo vagone del treno della speranza per Foti e l’attuale Reggina calcio, ma anche un barlume di prospettiva per chi avrebbe un briciolo d’idea di accostarsi alla Società. È certo, che in queste condizioni, con alle porte scadenze varie e nuovi deferimenti della giustizia sportiva, nessuno è tanto ingenuo, da seminare sulla sabbia, sapendo di raccogliere cenere e rabbia… tranne che non si tratti di una multinazionale dove il costo per l’acquisto della Reggina potrebbe equivalere a non oltre un mese di pubblicità sulle reti TV nazionali. Il rigalleggiamento della squadra, potrebbe fare meno paura a chiunque.

GENNAIO È ALLE PORTE: Si era pensato di puntellare la squadra, alla riapertura del mercato invernale, qualora si fosse trovata in discreta posizione di classifica, ma mai pensando di dover lottare con il coltello fra i denti per mantenere la categoria. Oggi qualunque sforzo deve essere mirato a salvare il morente. Gli esempi di società dileguate nelle nebbie del calcio dilettantistico che facevamo qualche anno fa, nei confronti di Catanzaro e Messina, potrebbero valere domani per la Reggina.

LA TIFOSERIA: Foti si era lamentato con il pubblico per aver abbandonato la squadra. Dopo la bella cornice e il gran tifo contro il Messina e la trasferta di Lamezia, pensiamo che la tifoseria abbia fatto il proprio dovere, al quale però ha risposto negativamente la squadra, con prestazioni a dir poco deludenti. È il momento di stringere i denti e salvare il salvabile.

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