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Dopo Melfi-Reggina, preferiamo commentare l’indispensabile

Inserito da on 10 novembre 2014 – 23:46No Comment |

MELFI ANDATA E RITORNO – di Franco Cleopadre: Cozza era partito con la ferma volontà di invertire la rotta negativa. Dare una scossone in positivo alla classifica era, pertanto, d’obbligo.

Nel ritornare, a fine gara, non si è presentato nemmeno ai microfoni dell’amico Rocco Musolino di Radiotouring, per i dovuti commenti, cosa che non è stata apprezzata, probabilmente, dallo storico cronista, ma principalmente da tutti gli amici che nel dopo partita si ritrovano su Facebook per scambiare opinioni.

Riportiamo per i non frequentatori del social network, alcuni pensieri, indicandone, per dovere di riservatezza gli autori, solo con le iniziali: D. D.: “Stima professionale ed affetto da amico a Rocco Musolino costretto ad evoluzioni incredibili nel post partita dopo figuracce della squadra in campo. Ci vorrebbe più rispetto per chi fa chilometri a volte con disagio. Il silenzio stampa non serve è solo prova di grande immaturità”. F. C.: “Signori si nasce…. non ti curar di loro, ma guarda e passa!” T. A: “Ho suggerito a Rocco per la prossima partita di non abbassarsi a scendere negli spogliatoi o in zona mista per intervistarli… si vonnu parrari mi vannu mu trovanu in cabina… e comunque io non li voglio sentire”. C. M. “Suggerisco a Rocco e agli altri colleghi che hanno seguito la squadra a Melfi, la prossima partita quando si presenta qualcuno in sala stampa o in zona mista di abbandonare la postazione”. Franco Cleopadre: La conclusione è stata che a fine gara, il Mister, non si è presentato nemmeno ai microfoni dell’amico Rocco Musolino di Radiotouring, per i dovuti commenti. Cosa bollisse nella sua testa in quei momenti, non è dato saperlo.

COMPRENDIAMO MA NON GIUSTIFICHIAMO, lo stato mentale di Cozza dopo la sonora sconfitta di Melfi, una cittadina a metà tra Villa San Giovanni e Gioia Tauro, non apprezziamo, però, il suo comportamento verso un cronista serio, equilibrato, intellettualmente onesto, oltre che competente quale è Rocco. La sera della sconfitta, sul web, a proposito di Reggina, circolava una mucca, con le mammelle supergonfie e tutti abbiamo aggiunto un commento, quasi a sottolineare che qualche ingranaggio gira al contrario all’interno dello spogliatoio.

IL RITIRO DI CASTROVILLARI non ha prodotto gli effetti sperati e si è tradotto, alla fine, in un aggravio di costi per le anemiche casse sociali.

LA PARTITA: preferiamo commentare l’indispensabile, ovvero che si è trattato di un incontro tra giganti e nani dove l’aggettivo “nani” è riferito al gioco della Reggina. Gli amaranto hanno giocato come i bambini all’interno del cortile di condominio: azioni confuse, più giocatori sulla stessa palla in fase di possesso, appoggi “ad muzzum”, lanci fuori misura, ripartenze sbagliate, perdita del centrocampo, lacune difensive, mancanza di schemi di gioco, rinvii insignificanti di palloni all’indietro. Per l’amico Salvatore Condemi: “Prestazione da dimenticare quella offerta a Melfi da una Reggina fragile caratterialmente, debole fisicamente, leggera nei contrasti e costantemente in balia di avversari non proprio trascendentali”.

QUESTA È LA REGGINA OGGI, ovvero: mancanza di qualità ed esperienza per buona parte della squadra. Gli amici della trasmissione “Siamo tutti figli di Pianca” in onda su radiotouring si adoperano per far capire agli ascoltatori, noi compresi, che il problema non è Cozza. Ma visto che siamo in fase di non comprensione, perche oggi Foti intervistato nel corso della trasmissione radiofonica “Gli Sportaccioni”, in onda su Radio Bussola 24, che segue la Salernitana: “David ha saltato l’ultima con il Melfi, se l’allenatore vorrà lo schiererà dal primo minuto”. Ciò ci porta a concludere che la ruggine potrebbe esserci tra Cozza e Di Michele, senza dimenticare che Di Michele è a fine carriera e non sappiamo quali sono i suoi progetti per il futuro.. Dato a Cesare quel che è di Cesare, rimane un mistero l’involuzione del gioco della squadra. In alcune partite, pur uscendo sconfitti o con il pareggio, abbiamo visto bel gioco. Perché ora in campo gli stessi calciatori sembrano tarantolati ? Si dice che alcuni non gradiscano la Reggina o la Lega Pro. Se nessuno a Luglio-Agosto li ha sciaurati ( odorati ), traggano le dovute conclusioni, facciano il loro dovere, si accreditino agli occhi degli osservatori, liberino la mente da qualunque pregiudizio o “spigolatura” e diano, se ne sono all’altezza, il loro contributo per ripagare il tifoso che ha sottoscritto l’abbonamento o lo spettatore occasionale che ha pagato il biglietto.

Domenica mattina c’è stata in società una riunione con la presenza di Cozza e da essa non è emersa sfiducia nei confronti del Mister. La scelta è stata di proseguire gli allenamenti a porte chiuse. Si percorre, quindi, la stessa strada dell’anno scorso, i cui risultati sono ben noti.

Concludiamo riportando il pensiero del tifoso Marcello Albanese: “Vorrei una stellina tutta Amaranto” (Foti anno 2008-09): risultato, retrocessione in B. “Voglio vincere” (Foti ad inizio della scorsa stagione in vista del Centenario Amaranto): risultato, retrocessione in LEGA-PRO. Altro che decimo anno in A, altro che Centenario…. le porte della quarta serie (mai toccata) e del calcio non professionistico, si stanno spalancando! Per un altro tifoso: non mancò il coraggio….. mancarono gli attributi. Ma non mancano anche slogan d’incoraggiamento: VAI REGGINA SIAMO SEMPRE CON TE, E CHI SI RITIRA DALLA LOTTA É UN FIGLIO DI UNA MIGNOTTA.

 

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