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Il giocattolo Reggina è rotto. Lo si può aggiustare?

Inserito da on 3 dicembre 2014 – 15:36No Comment |

Di Franco Cleopadre – Com’era ipotizzabile, il giocattolo Reggina è logoro. A Luglio sembrava spezzato e c’era la speranza di incollarlo per farlo ripartire.

Sabato, con la squadra ultima in classifica e soli 10 punti conquistati in 15 partite, (di cui 4 tolti per penalizzazione), gli argini si sono rotti, i tifosi in piena (rabbia) hanno tracimato e dalla tribuna est, si sono portati in quella ovest per “cantarle” direttamente al Presidente Foti.

Purtroppo la politica del “terra bruciata intorno a me” condotta lentamente, ma inesorabilmente, dallo stesso Presidente evidenzia i propri limiti. In altri tempi, i vari Iacopino, Martino, Remo, avrebbero tamponato la falla, sabato ha dovuto provvedere direttamente il Presidente, in qualità di padre, figlio e Spirito Santo. A base della contestazione, c’era la richiesta di fare un passo indietro prima di perdere la categoria matematicamente, ma, alla fine tutto è rientrato nella normalità e lo stesso Presidente ha potuto incontrare la stampa, dando alcune informazioni significative:

– “Di Michele ha chiesto di rescindere il contratto e lunedì, c’incontreremo per definire la parte economica”. Il contratto prevede l’intera stagione 15/16 come calciatore e il 16/17 come responsabile degli allievi, cosa che ad oggi mercoledì, non è avvenuta, né si è certi che avverrà al rientro del Presidente da Roma, dove si è sottoposto, ieri ad intervento chirurgico presso Villa Stuart.
–  “Tra stanotte (sabato) e domani, ci penso per la guida tecnica”. Si parla di Camolese, Aglietti e qualche altro.
–  “Questa squadra ha bisogno di 3-4 ritocchi”.
–  “Nessuno degli attuali calciatori si muoverà da Reggio”.
–  “Sono pronto a passare la mano”.
–  “Sento tante chiacchiere con poca conoscenza dei fatti”. Nel corso della conferenza si è anche dichiarato convinto della salvezza.

Sulle sue considerazioni osserviamo che:

Di Michele – Il calciatore di Guidonia è stata una bandiera amaranto e non dimentichiamo che quando è sceso in campo da avversario, a fine gara, ha salutato con affetto i suoi ex tifosi. Ma per il calendario (è nato l’8 Gennaio del 1976) questi gesti, non hanno valore, per cui, gli riconosciamo la volontà di aver tentato di dare qualcosa in più alla Reggina, ma volontà fa solo rima con realtà, che in campo è stata ben diversa. Ieri, un sito di Foggia ha ripreso l’articolo di Paolo Ficara sul Dispaccio, secondo il quale Di Michele si è recato al Sant’Agata per ritirare i propri effetti personali dallo spogliatoio. Se il calciatore ha già la squadra pronta ad assumerlo, come da qualche parte si è mormorato, buon per Lui. A Reggio, complessivamente non ha dato, assieme a Colucci, quel contributo di esperienza e qualità che si attendeva.

“Tra stanotte e domani ci penso” (problema allenatore)- Presidente, se fallisce il progetto Tortelli-Padovano, il nuovo tecnico deve essere una figura con carisma. Rinunci alle “scoperte o alle avventure”. Si affidi a persona che conosce la categoria, è stimata dalla piazza, ha nel curriculo positività, riesce a trasmettere ai giovani autostima, è disposto ad accettare le sfide. Conosco il detto “Senza soldi non si cantano messe”, ma rivolgendosi al mercato degli svincolati, si può risparmiare qualche euro sia per i calciatori sia per l’allenatore.

“Questa squadra ha bisogno di 3-4 ritocchi”. Vedi mercato degli svincolati. Presidente, puntelli la difesa con elementi dotati d’esperienza, forte nello stacco aereo, rapidi, che abbiano un buon senso della posizione, siano capaci di dirigere i movimenti dei compagni di reparto e far finire in fuorigioco l’avversario. Doti l’attacco di elementi fisicamente dotati, veloci, con spiccato senso di altruismo, in quanto nella partita con il Benevento, abbiamo visto solo solisti, ed il calcio, come Lei sa, è un gioco di squadra.

“Nessuno degli attuali calciatori si muoverà da Reggio”. Presidente è cosciente di ciò che ha detto? Perché vuole ancora tenere in squadra gente senza anima e corpo che le ha remato, ove possibile, contro? All’interno dello spogliatoio non si respira “clima natalizio”, qualche mela marcia va eliminata per salvare le altre. O no?

“Sono pronto a passare la mano”. La settimana scorsa abbiamo scritto di “cinguettio” e “panchinari” per l’acquisto della Società. Oggi il cinguettio è un parlottio che comincia a farsi rumoroso e il tifoso si chiede: “Perché l’individualità o il gruppo, interessato a rilevare il pacchetto azionario non esce allo scoperto?” Capisco che classifica e prezzo di vendita del pacchetto di maggioranza sono grandezze direttamente proporzionali, dimezzandosi l’una si dimezza l’altra, ma è inutile chiudere il pollaio dopo che sono scappate le galline. A Gennaio tutte le squadre tenteranno di rafforzare gli organici e potrebbe non essere più valida la massima evangelica “Gli ultimi, saranno i primi”. Mancano quattro incontri al termine del girone d’andata, Savoia, Foggia, Catanzaro e Martina Franca. Se si riuscisse a racimolare qualche punto potrebbe essere utile sia alla classifica che al morale.

“Sento tante chiacchiere con poca conoscenza dei fatti”. Ha ragione Presidente “cu cunta menti a giunta” (Chi racconta aggiunge qualcosa). Anche chi le giurava amore eterno e ballava fisicamente e idealmente come tutti noi a San Siro, vomita giudizi e sentenze contro la sua gestione, ritenendo sbagliata qualunque sua scelta. In molti si ritengono depositari della scienza o coltivano il mito della scienza infusa. Si faccia, tuttavia, coraggio, neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana.

Alle domande della stampa ha risposto: “Maita non è stato convocato perché ha presentato certificato medico”. Ha dribblato la domanda sugli errori commessi. Non ha saputo spiegare perché da alcune settimane oltre alla mancanza di risultati, il gioco è latitante e la squadra scende in campo senza anima, fame di rivincita e orgoglio.

Nostro gradito ospite di oggi, il dott. Francesco Priolo, amministratore delegato della casa farmaceutica Pierre Pharma e accanito sostenitore/tifoso della Reggina.

“Ho preferito non inviarle un commento a caldo, sarei stato condizionato dall’ennesima “arrabbiatura”! Che dire su questa partita? Riusciamo a far diventare un fuoriclasse anche Campagnacci. Una squadra priva di idee, non ho visto un minimo accenno di costruzione di gioco ma soprattutto nessuna reazione emotiva degli undici giocatori in campo né dopo il primo e neanche dopo il secondo gol del Benevento. In difesa un balbettante Ungaro (soprattutto a lui si deve la maiuscola prestazione di Campagnacci) non supportato dai compagni di reparto. Forse solo Karagounis ha provato a far finta di giocare a calcio. Armellino veramente fastidioso! Anche per sbaglio un passaggio preciso si potrebbe fare in 90 minuti. Non mi sento di condannare i giovani, Salandria ha provato quantomeno a correre così come Ammirati ha cercato di contenere gli avversari sulla fascia. Incolpevole, a mio avviso, Insigne che troppo isolato e poco servito, tornava quasi in difesa per poter toccare il pallone. Louzada mi ricorda, quando eravamo ragazzini e giocavamo al campo dell’Aquila, un ragazzo della nostra squadra convinto di essere Maradona ma che è finito percosso da noi compagni dopo l’ennesimo dribbling a se stesso! In definitiva lo spettacolo visto in campo, riflette tristemente la condizione di una Società allo sbando e priva di soluzioni per uscire da questa situazione, che la città di Reggio non merita. Un grande riconoscimento al nostro Presidente Foti per le stagioni esaltanti che ci ha fatto vivere, ma un grande Manager deve capire quando è il momento di passare il testimone, il problema è …a chi?”

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