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Alberti: “Ritrovare il coraggio perso. Non prometto nulla se non dare il massimo”

Inserito da on 8 dicembre 2014 – 18:49No Comment |

È presente anche Lillo Foti alla conferenza stampa di presentazione del neo tecnico amaranto Roberto Alberti.

L’esordio del presidente è un ricordo dell’Alberti calciatore della Reggina e uomo di spogliatoio: “Di ogni calciatore che è passato alla Reggina, mi ricordo gli episodi significativi. Ricordo una partita a Roma contro la Lodigiani. Ma la cosa che più ricordo è un episodio che ci ha visto vicini nel 91, in un momento più difficile di questo. Erano i primi mesi di me da solo a capo della Reggina, il mister mi è venuto incontro da solo, era un periodo più difficile di questo, quando davvero gli stipendi si prendevano dopo 7/8 mesi, e mi ha detto: “Presidente allo spogliatoio ci penso io, e lei pensi a tenere in piedi la Reggina”. Ecco , questo è il ricordo che ho io di Roberto Alberti. Ci siamo sentiti, mi ha detto che prima di tutto voleva venire a Reggio a parlare con me per vedere come andavano le cose. Abbiamo siglato il contratto fino a giugno e siamo già al lavoro per dare slancio ad una storia che vogliamo continui”.

Il presidente Foti, continua parlando del futuro della Reggina, anche nel contesto cittadino, e annuncia una conferenza stampa congiunta con il sindaco della città, Giuseppe Falcomatà: “Nei prossimi giorni, ho avuto anche la disponibilità del Sindaco, faremo una conferenza stampa molto allargata su quelli che sono i problemi della Reggina, che è patrimonio della città, come ha detto anche il sindaco, che potrà dare, speriamo, un po’ di slancio anche alla città, per ripristinare il connubio Reggina/città di Reggio, per soluzioni che possano portare beneficio alla Reggina e alla città”.

Il tecnico amaranto, si presenta subito, facendo spogliatoio, e passando in rassegna, salutandoli personalmente tutti i giornalisti e non presenti nell’affollata saletta stampa del centro sportivo S. Agata. Un segnale di vicinanza che non è da sottovalutare, riguardo il carattere del tecnico, e il carisma che può portare all’interno dello spogliatoio. “Sono felicissimo di incontrare tante persone che conosco da tanti anni – esordisce il tecnico – e sono molto orgoglioso di essere l’allenatore della Reggina, che è una società a cui sono stato sempre molto legato. È la terza volta che vengo a Reggio – da giocatore nel 91/93 e poi da allenatore della primavera – e ho fatto delle esperienze fantastiche, indossando una maglia che mi è rimasta addosso. La mia a Reggio è stata l’inizio difficile di un’esperienza fantastica, che si è conclusa alla grande con la conquista della Serie A. Poi sono stato qui da allenatore della primavera. Oggi sono qui in un momento difficile, in un periodo in cui non solo il calcio, ma anche la società è cambiata”.

Il gruppo e i suoi problemi: “Credo molto nel gruppo, mi pace il gruppo di lavoro, ma sono consapevole che ci sono dei problemi, sta a noi trovare le giuste soluzioni. Ringrazio chi mi ha preceduto, Ciccio Cozza lo conosco, è un ottimo allenatore, Tortelli no, ma essendo dei colleghi sicuramente va a loro il mio pensiero. La cosa principale è prendere atto del momento che sta attraversando la Reggina. Dobbiamo prendere atto della nostra situazione e con l’aiuto di tutti ma senza chiederlo a nessuno. Dovremo tirar fuori la Reggina da questo momento. Il percorso passerà da tappe difficili, ma se il gruppo troverà i valori che ha smarrito troverà anche il modo di venir fuori dalla situazione. Questa squadra non rispecchia la classifica che ha adesso. Non ci sono medicine se non quelle del lavoro. Ma anche un altro aspetto, che indossare questa maglia è un valore, cercherò di farlo capire ai ragazzi. Non dovremo mai mollare”.

I prossimi obbiettivi: “Il mio pensiero di oggi è rivolto a queste due gare. Sabato incontriamo una delle squadre più in forma del campionato (il Foggia, ndr) e poi il derby con il Catanzaro. Poi, siamo d’accordo col presidente, ci sederemo ad un tavolo e vedremo dopo aver conosciuto meglio l’organico, il da farsi nel mercato di gennaio. Nella sosta se ci sarà da fare qualcosa, la società non si tirerà indietro. Ma credo che questo sia un organico sottovalutato, che non ha espresso le potenzialità che ha. Quando si è in un momento così difficile dei problemi ci sono, il mio desiderio è quello di vedere una squadra spigliata, che giochi con coraggio e in maniera serena. Adesso anche la gente ha bisogno di vedere una squadra che gioca con coraggio. Io ho fatto una carriera non eccezionale, ma quando esci dal campo avendo dato il massimo, la gente te lo riconosce sempre”.

“Miei collaboratori saranno Giovanni Saffioti, per la parte fisico atletica, persona preparata e legata a questa maglia. so che ha rinunciato ad altre offerte. Leoni, preparatore dei portieri, mio compagno di squadra 30 anni fa. per ora siamo noi tre, ese ci saranno altre necessità non ci saranno problemi ad aggiungere qualche elemento”.

“Io non ho bisogno di rimettermi in gioco, negli anni ho sempre lavorato, e dove sono andato ho lasciato un buon ricordo. Il fatto che la Reggina mi abbia chiamato, mi riempie di orgoglio, e voglio accettare la sfida. So i problemi che questa sfida può comportare ma sono un ottimista e mi piace andare anche oltre le mie capacità. Mi piace crescere e mettermi in discussione in maniera positiva. Quando mi ha chiamato il presidente mi ha fatto piacere. Non dico che è stato un sogno che si avverava, ma mi ha fatto tornare indietro nel tempo e voglio dare il mio contributo affinché il gruppo possa dare il massimo che può dare questa squadra. Io non sapevo dell’incontro tra la società e il sindaco. Seguo le vicende della città, e il fatto che sia tornato il sindaco può voler dire ripartenza sia per la città sia per la Reggina. Credo, come il presidente, che la Reggina sia patrimonio della città. Io l’ho seguita da lontano, e vi assicuro che la Reggina ha sempre una grande immagine di simpatia non solo nel calcio, ma anche come promozione della città. Che la Reggina sia per Reggio città, qualcosa di importante nessuno può negarlo e in questo leggo un segnale di rinascita per la città”.

Capitolo Bari: “Quella col Bari è stata una sfida, anche quella, non è stato difficile accettare ma oneroso e attraverso il valore siamo riusciti a fare qualcosa di straordinario, che ha premiato il gruppo. sono contendo di aver legato il mio nome a quel gruppo, che in un attimo ha riportato quasi 60 mila persone allo stadio. Quello che lega Bari a Reggio è simile per via della classifica. La realtà è quella che è, non quella che vorremmo, la realtà oggi dice che siamo ultimi in lega pro”.

“Questa squadra ha dei valori tecnici, l’ha dimostrato nei primi giornate. ci sono dei ragazzi che conosco avendoli incontrati da avversari, li conosco da appassionato, e per il fatto che seguo sempre la Reggina. Non voglio far nomi, ma penso che ci sono dei ragazzi all’altezza del campionato. Credo abbiano dei valori ma debbano tirarli fuori, serve un ambiente che dia loro la forza di tirarli e di venir fuori. Ho visto una squadra nelle prime partite che mi piaceva. poi è successo qualcosa. Io non sto promettendo nulla, se non fare il massimo perché questa squadra tiri fuori il massimo che ha. Può darsi che avremo bisogno di qualcosa, visto anche la defezione di Di Michele, ma se non ci credessi non avrei accettato una sfida del genere. Abbiamo la zona salvezza lontana, ma non siamo nemmeno a metà campionato. Credo nel mio lavoro, nell’appoggio della società, e che grazie alle prestazioni la gente torni a riavvicinarsi alla squadra. Certo i risultati aiutano. Ecco perché dico che queste prime due partite sono molto importanti”.

“La passione farà la differenza. ognuno di noi fa il proprio mestiere, ma la differenza la fa, oltre le capacità, anche la passione. Dato che devo lavorare su diversi piani, credo che quello su cui devo mettere il mio input è la serenità dei giocatori. Credo che una squadra giovane come la nostra dovrebbe pagare in esperienza, ma che dovrebbe mettere in campo coraggio, corsa ed entusiasmo. Qualcosa è successo, e io sono qui per questo. Oggi visto che il tempo è poco, le priorità sono di rimettere in campo una squadra che abbia coraggio. Che voglia far vedere che la situazione è cambiata e che si è ritrovato il coraggio perso”.

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