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Reggina: Riuscirà Alberti a compiere il miracolo?

Inserito da on 10 dicembre 2014 – 11:24No Comment |

Di Franco Cleopadre – La talpa, è un insettivoro che vive sottoterra. Predilige terreni umidi e ricchi di sostanze organiche. Costruisce gallerie per la caccia, la salita e la discesa, ed è attivissima, giorno e notte. Se ne avverte l’esistenza, per la presenza di mucchietti di terra, sparsi sul terreno.

Riteniamo, questo mammifero, operante anche all’interno della Reggina calcio, dedito a intaccare lo spirito di gruppo della squadra e della società, oltre che attenuare l’attaccamento della tifoseria.

La pensiamo così perchè:
Ordini di scuderia occulti (gallerie scavate sottoterra): sono i soli che possono fare assumere ai calciatori in campo, certi comportamenti di superficialità (vedi Di Michele con il Benevento e sabato Insigne contro il Savoia, quando al 71’ da ottima posizione appoggia, di sinistro, al portiere avversario).
Sostanza organica e attivismo giorno e notte: alimentati da prospettive di gratificazione futura. La squadra gioca con il freno a mano tirato, senza interesse per il risultato o la volontà di rendersi utili. In campo non c’è fame, vedi Rizzo, che pur sapendo di essere in diffida, si fa ammonire e quindi sarà out con il Foggia. Se il messinese vuole andare via (prospettiva di gratificazione futura), si cerchi altra squadra e quando rientra a Messina, dimentichi la tifoseria amaranto, che gli ha permesso di lavorare per 5 anni. Presidente, nella conferenza stampa post Benevento Lei lo ha difeso. È ancora convinto che lo meriti? Per noi tifosi, e per come si sta comportando, i calci non vanno dati al pallone, ma…
I mucchietti di terra che determinano la presenza della talpa: sono i segnali delle sconfitte consecutive che la squadra subisce sin dalla 10 giornata e delle ammonizioni e squalifiche a catena che registriamo da un certo tempo. Abbiamo risuscitato prima il Melfi e sabato il Savoia, mai vincitrici in casa. Il 2-0 contro la Reggina quanto è destinato a ripetersi?

Le note che seguono vogliono rappresentare appunti per il nuovo mister Alberti.

La squadra, pur con evidenti limiti tecnici, è priva di orgoglio, cuore, coraggio, determinazione, senso di impegno, lotta e aggressività. Manca il leader in campo. Abbiamo considerato sempre tale Di Michele, ma alla fine anche il suo bilancio è negativo. Con il tiki-taka, in qualunque zona del campo, si gioca a tamburelli e si è spenti in fase offensiva. Mancano verticalizzazioni, aggressività e convinzione in area di rigore.

Spesso subiamo l’esperienza avversaria, e in attacco ciascuno gioca per se, ignorando il compagno. I continui passaggi indietro o laterali, della difesa e della mediana, rallentano l’azione che potrebbe innescare la fase offensiva. Che dire? Carenza di visione di gioco, di personalità, di schemi logici, paura di sbagliare e quindi insicurezza? Mancanza di autostima? Qualunque squadra ci mette sotto. A centro campo raramente riusciamo a far partire con passaggi smarcanti gli attaccanti e dopo che subiamo il goal, anche con la complicità di Kovacisk, non reagiamo come dovuto. Cozza ha affermato di essersi dimesso anche per dare una scossa alla squadra, evento che non si è verificato, né con le sue dimissioni, né con l’arrivo del duo Tortelli–Padovano. Speriamo che Lei, mister Alberti, riesca a compiere il miracolo non solo attraverso la sua professionalità, ma principalmente con il rafforzamento dell’organico alla riapertura del mercato invernale. Ieri Reggio era una piazza ambita. Oggi tutti cercano di scappare.

A Lei, Mister, che ricordiamo in campo assieme a Poli, Giacchetta, Vincioni, Bizzarri, il difficile compito di “armonizzare” lo spogliatoio, far ritornare l’entusiasmo al Granillo, ricomporre i dissidi all’interno del tifo organizzato, cui fa seguito un forte senso d’incoraggiamento per avere accettato una sfida così importante.

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