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La Reggina, tra nuovo tecnico, nuova proprietà e azionariato popolare

Inserito da on 17 dicembre 2014 – 00:18No Comment |

Di Franco Cleopadre – Reggina, pronti, via! Potrebbe iniziare così la nostra chiacchierata settimanale, dopo la nuova batosta subita per opera del Foggia. Anche se da alcune parti si ritiene che l’affare con i reggini, trapiantati in Australia potrebbe essere un bluff, noi ci vogliamo credere.

Non conosciamo nomi, volti disponibilità intenzioni, degli ipotetici investitori e se il tutto si dovesse tradurre in una bolla di sapone, non potremmo prendercela né con la Società, né con Foti, che non hanno reso ufficiale nessuna operazione. Le notizie sono circolate solo attraverso la carta stampata e qualche sito, senza, tuttavia fare nomi del/degli emissari, o i titolari stessi dell’operazione. L’unica cosa che ci dà un po’ di fiducia è il fatto che Alberti, reduce dei play off, con il Bari (sebbene in comproprietà con Zavettieri), abbia accettato l’incarico, alla possibile luce di qualche promessa di rafforzamento dell’organico. Speriamo che la/le eventuali/e promessa/e non facciano la stessa fine di quelle fatte a Dionigi e Atzori in tempi recenti.

LA SCOSSA MANCATA – Sabato scorso il Foggia non ha rubato nulla, specie alla Reggina del primo tempo. Alberti dice che occorre ripartire dal secondo tempo dell’incontro con i satanelli. Consideriamo esaurita la fase degli incoraggiamenti visto che si è ulteriormente amplificata quella della delusione. E’ stato inutile cambiare allenatore. La scossa che ci si aspettava con il cambio del tecnico, non c’è stata, Né con Tortelli/Padovano, né con Alberti. Il male della Reggina è addebitabile per il 30% al Mister, ma l’ulteriore 70% è per il 50% ai calciatori ed il 20% alla società. Colpe di Cozza, Tortelli/Padovano sono le scelte tecniche, dove il probabile salvatore della patria, ovvero il trentenne pisano Masini, da medico si è trasformato in malattia.

CHISTI SIMU – Si è data poca fiducia ad Alessio Viola, nella convinzione di resuscitare il pisano (Masini), ma il risultato è stato che il primo ha deluso costantemente ed il secondo pur dotato di apprezzabili potenzialità, non godendo della fiducia dei vari allenatori, non ha reso al meglio. Siamo partiti con la convinzione di avere una linea mediana di categoria superiore, ma i fatti ci hanno smentito. Armellino, Rizzo e Dall’Oglio, spesso si sono limitati alla fase dell’interdizione e non alla costruzione del gioco offensivo per evidenti limiti tecnici. I fischi riservati sia a Masini che a Dall’Oglio, all’atto della sostituzione con il Foggia, devono essere intesi dai due, come un pessimo segnale in prossimità della prossima riapertura delle liste di trasferimento. Sorvoliamo sul gesto finale di Dall’Oglio, dettato forse dalla tensione, prima che da un gesto di disprezzo verso la tifoseria. In mediana ci è piaciuto Salandria.

LA DIFESA AMARANTO – Sull’inesperienza dell’intero pacchetto difensivo pesano molte delle 26 reti subite. In qualcuno di loro, al buon fisico, non corrisponde un eguale stacco aereo. In occasione del primo goal (11′), Sarno ha messo a sedere sia Karagounis che Crescenzi e sul secondo goal di D’Allocco (59′), il pallone fortemente calciato dalla sinistra del portiere, ha toccato il terreno prima di entrare in rete. Di queste fortune alla Reggina, pur nella sua mediocrità, non ne toccano.

L’ATTACCO – Ad inizio di campionato abbiamo sperato di aver trovato in Roberto Insigne il nuovo Dionigi o Rolando Bianchi, ma dopo l’exploit dei 3 goal rifilati al Cosenza, si è fermato a 6 e sembra smarrito nel grigiore generale. Da un attacco che in 17 partite segna solo 10 reti ed è l’ultimo del torneo e da una difesa che in altrettante partite subisce 26 goal ed è la seconda come reti subite, non c’è da aspettarsi miracoli.

IL PRESIDENTE FOTI, continua a dire che la squadra si salverà. Noi integriamo il suo discorso con queste considerazioni:
– Occorre che chi è stanco di Reggio, sia lasciato libero, anche a costo di qualche sacrificio economico.
– Non condividiamo l’affermazione del Presidente post Benevento: “Nessuno si muoverà da Reggio!”. Siamo per il “Ponti d’oro al nemico in fuga”. Lasciare più d’uno insofferente, in società o squadra, si rischia di contaminare l’ambiente… la classica mela marcia che rovina le altre. Certa gente è meglio perderla che trovarla…
– Il pacchetto difensivo va integrato con almeno 3 uomini d’esperienza, portiere compreso. Su Kovacisk non gravano eccessive colpe e sabato ha salvato la Reggina dalla sconfitta con punteggio tennistico.
– Della linea mediana, salverei il solo Salandria, che con il Foggia ha dimostrato buon possesso palla, sufficiente visione di gioco, capacità di strappare la palla all’avversario e dialogare con gli attaccanti.
– Per l’attacco penserei a due punte, conoscitori della categoria e centimetri da spendere…
– Presidente, non c’è più tempo da perdere. Rinunci agli esperimenti, alle scommesse o alle scoperte. Si affidi a uomini capaci di creare aggregazioni all’interno dello spogliatoi

Anche se ancora la Reggina, non ha fatto la presentazione ufficiale, è partito l’azionariato popolare.Abbiamo trattato l’argomento su Tutto Reggina in data 14 maggio, 16 Settembre 2012 e 14 Maggio 2014 del quale riportiamo una parte:

14 maggio 2014 UN IPOTIZZABILE FUTURO AMARANTO
[…] Ogni anno abbiamo sentito lo stesso stornello, anche dopo la vendita di Rolando Bianchi: prima vendere e poi… comprare… con i saldi di fine stagione. Più volte abbiamo lanciato un messaggio che è rimasto inevaso e qui vogliamo ripetere: AZIONARIATO POPOLARE. Si tratta di una pratica aziendale che consente la proprietà della squadra anche ai tifosi che assumono la veste di soci e dirigenti della Società, che coinvolge o responsabilizza un maggior numero di soggetti nelle sorti dell’impresa. Esempio tipico di azionariato popolare sono il Barcellona di Messi con 163 000 soci, il Real Madrid, l’ Osasuna, la Roma, che diffonde già messaggi per la campagna abbonamenti 2014-15, l’Hellas Verona ed altre squadre minori italiane.In Germania dal 1999 esiste una legge secondo la quale nessun club può essere di proprietà di un singolo azionista per più del 50%. Il Bayern Monaco è di proprietà per il 9% di Audi, 9% di Adidas, 9% di Allianz e 73% dei tifosi. Se questa è una pratica giuridicamente possibile, perché non adottarla anche a Reggio ?… . Tale pratica potrebbe avere l’effetto di far rinascere l’interesse per la squadra, la disponibilità di una platea maggiore rispetto all’attuale zoccolo duro, iniettare fiducia e disponibilità nel mondo del calcio, esterno alla Reggina, che al momento è molto marginale o assente, come dimostra il rifiuto a Giugno di diversi allenatori (che poi sono stati esonerati dalle squadre dove hanno approdato) di venire a Reggio e di alcuni calciatori a Gennaio…

Anche se il lancio non è stato presentato alla stampa, cosa che dovrebbe avvenire a giorni, non condividiamo i tantissimi dubbi che aleggiano… sull’aria amaranto che respiriamo… E’ vero che nella società per azioni per le obbligazioni sociali risponde la società con il suo patrimonio, ma è anche vero che ognuno è libero di compiere il passo per quanto è lunga la gamba. L’azionista è socio della società (a differenza dell’obbligazionista che è creditore della società) e gode di diritti patrimoniali (diritto all’utile e alla quota di liquidazione), amministrativi (intervento in assemblea, impugnazione delle delibere, consultazione del libro delle adunanze e deliberazioni assembleari, di controllo (denunciare fatti censurabili al collegio sindacale e irregolarità amministrative) e disporre del titolo.

La prossima domenica, con inizio alle 14, 30 ci attende il derby con il Catanzaro. Chiudere questo disastrato 2014, con un risultato positivo, potrebbe rappresentare il più bel regalo di Natale per la tifoseria amaranto non tanto per motivi di campanile, quanto per il morale di calciatori, tifo e Società. Le partite si possono, vincere, pareggiare o perdere, ma sempre con dignità, logica e gioco, qualità che sembrano ad oggi smarrite dalla Reggina calcio. Ragazzi, vi attende uno scatto d’orgoglio. Non basta creare, occorre concretizzare.

 

 

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