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Reggina: ecco l’azionariato. Foti: “Tifosi, fate umilmente un passo indietro”

Inserito da on 22 dicembre 2014 – 17:26No Comment |

Affollata conferenza stampa allo stadio Granillo, convocata dalla società per illustrare il possibile futuro della società amaranto.

Alla conferenza stampa sono presenti esponenti della società civile e imprenditoriale. Oltre al presidente Foti e all’annunciato sindaco Giuseppe Falcomatà, sono presenti tra gli altri anche il presidente della provincia Giuseppe Raffa, il suo vice e l’assessore comunale Zimbalatti.

Presenti anche 3 dei 4 consiglieri del CDA della Reggina Calcio, e numerosi imprenditori reggini. È stato consegnato ai presenti un opuscolo che illustra meglio di quanto è stato fatto sul sito dedicato, quelli che sono i principali diritti e doveri dei sottoscrittori le nuove azioni della Reggina Calcio. Tra i principali punti evidenziati, che mancano completamente nella comunicazione online, vi sono la possibilità di convocare l’assemblea dei soci e di poter votare nella stessa. Non sono previsti pagamenti annuali per il mantenimento delle quote. Sono invece previsti il diritto di prelazione per l’acquisto di nuove quote, e la possibilità di sottoscrivere nuovi aumenti di capitale.

Primo a prendere la parola il presidente Foti: “Abbiamo voluto fortemente questo incontro con le autorità, perché vogliamo dire con forza che questa realtà appartiene alla città intera. Ricordo che era il 1986 quando il sindaco Mallamo, ci cercò, e noi da giovani trentenni rispondemmo. Un altro incontro importante con un grandissimo personaggio come l’allora sindaco Falcomatà, il quale mi chiamo è mi disse: senti io ho a disposizione 15 miliardi di vecchie lire per rifare il vecchi stadio comunale. Credo nel progetto e ho bisogno della tua disponibilità. Ricordo il progetto presentato all’Oasi. E ricordo che quando la Reggina debuttò in Serie A con la Fiorentina li conobbi il grande coraggio di una persone che per me significò una grande spinta a fare sempre di più. C’è stato un grande rapporto con una grande persone. Lo stesso rapporto che ci lega alla provincia, con la quale abbiamo bonificato un’area di 50 mila metri quadrati che prima era un deposito di rottami. Non abbiamo mai bussato alle porte di nessuno, abbiamo sempre voluto dare risultati, che fossero espressione di quello che noi siamo. E questo ci viene riconosciuto non solo in Italia, ma anche all’estero.

La Reggina ha bisogno di essere rifondata, di nuove idee. Ha bisogno di nuove risorse e di aiuto delle istituzioni. Ringrazio sindaco e presidente della Provincia di essere qui. A luglio ero in grossa difficoltà, ed ero in procinto di non iscrivere la squadra. Ma ho pensato che non fosse rispettoso. Ho chiesto aiuto a soggetti a me vicini, vicini anche al presidente della Regione Scopelliti. Il problema del calcio non è del sud, ma e un problema di tutto il mondo in generale, da nord a sud. Ma vi dico: la Reggina è forte. Non è Foti, è forte.

Oggi credo che con l’aiuto delle istituzioni si possa andare avanti. Mi auguro che se ne facciano carico.

Abbiamo finalmente lanciato l’azionariato popolare, come detto da luglio. Stiamo lavorando per formare un nuovo gruppo dirigente. Abbiamo delle idee. Il mio sogno sarebbe quello di dare ai tifosi della Reggina uno stadio nuovo. Ci sono dei progetti interessanti che possono portare gratificazioni a tutti quanti, soprattutto alla nostra città. Ma come ho già detto al sindaco, si deve lavorare. La Reggina è al suo fianco (del sindaco ndr) e se lei porterà avanti l’intuizione di suo padre , la Reggina indipendentemente da Foti, potrà avere la stessa forza. Penso che il calcio, a breve non sarà un calcio con più di 45 squadre. Credo non potrà reggere più le attuali 102 squadre di calcio professionistico.

Un ultimo pensiero nei confronti dei tifosi: la squadra di calcio gli appartiene, la devono sentire propria. Ma credo che anche loro debbano fare un passo indietro e un bagno di umiltà. C’è bisogno di sacrificio, come chi in passato ha fatto 26 ore via mare, per seguire la squadra a Sassari. Capisco che costa molto e che non sempre si è invogliati a farlo, nelle ultime nostre uscite siamo stati indecorosi. Ma con l’aiuto di tutti torneremo ai fasti del passato”.

Prende poi la parola il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, che mette le mani avanti, come farà anche successivamente quando sollecitato dai giornalisti: “Ringrazio il presidente Foti. Mentre parlava il presidente foti vedevo le immagini dei vecchi tempi e dei successi amaranto. La Reggina ha dato tanto alla città, ma anche la città ha dato tanto alla Reggina. Quelli erano tempi positivi che speriamo possano tornare. So che sono stati presentati dei progetti meritevoli di approfondimento. Sappiate che noi come comune non possiamo spendere un euro che sia volto alla sopravvivenza del comune stesso. Approviamo e spingiamo l’azionariato popolare che pensiamo sia una delle strade giuste per il futuro della Reggina”.

Più possibilista in merito a possibili interventi il presidente della provincia Peppe Raffa: “La Reggina mi piace immaginarla come una ambasciatrice della città nel mondo. Sono stato a Mosca nei giorni scorsi, non sapevano dove si trova la città di Reggio Calabria, ma conoscevano la Reggina”. Il presidente Raffa ha parlato del S. Agata, che deve rappresentare il futuro per chi vuole approcciarsi al calcio. “L’azionariato popolare – conclude Raffa – è una strada per mantenere questo patrimonio, che non è solo della città ma anche della provincia. Noi siamo qui, per testimoniare che la Provincia è e sarà sempre vicina alla Reggina. Non a Foti, ma alla Reggina”.

Prende la parola anche Mimmo Praticò, presidente del CONI calabrese ed ex vicepresidente della Reggina: “Premesso che io potrei essere la persona meno adatta a dire queste cose. Dico che comprerò delle azioni, e le farò comprare anche a mio nipote. Io spero che il tifoso reggino dimostri il proprio attaccamento alla maglia, come ha fatto anche in questo inizio di campionato, quando ha sottoscritto in banco ben 2500 abbonamenti. Il tifoso deve continuare ad andare allo stadio. Immaginare una partita senza pubblico sugli spalti, è come se la partita non si fosse disputata”.

Dopo gli interventi delle istituzioni, riprende la parola il presidente Foti che sollecitato dai giornalisti che gli chiedono lumi su come uscire da una situazione disastrosa risponde così: “Il pessimismo? Lo capisco, ormai è parte di ognuno di noi. La Reggina non è in nessun baratro. La Reggina è viva e sta mantenendo i suoi impegni. Sta solo attraversando un periodo di sconfitte consecutive. Credo che con le pretese da una parte e dall’altra non si arrivi da nessuna parte. A gennaio, si dovrà cambiare qualcosa, più che qualcosa, dal punto di vista sportivo. Non è una dichiarazione di innamorato, ma consapevole di quello che si farà dal punto di vista sportivo. L’ottimismo? Sono già arrivate in questi giorni numerose sottoscrizioni, anche da i posti più lontani e inimmaginabili”.

Il presidente dice di non voler nulla dalle istituzioni: “Non chiedo nulla alle istituzioni perché non fa parte del mio DNA. Per 28 anni ho fatto da solo, e sfido chiunque in una realtà come la nostra a mostrare un passato come il mio. Oggi la Reggina continua a vivere, Ma ha bisogno di supporto, e io non sono più in grado di darlo. Ho detto che sono disponibile a farmi da parte. Da parte mia potevo anche chiudere a giugno di quest’anno, come qualcuno di voi ha detto che sarebbe stato meglio che la società fallisse. Oggi la Reggina è l’unica squadra del sud a non essere fallita negli ultimi 28 anni”.

Nell’area hospitality dello Stadio Granillo sono presenti numerosi imprenditori reggini, ma chi si aspettava la presentazione dei nuovi soci del presidente nell’azienda Reggina è rimasto deluso: “Non so se tra gli imprenditori presenti ci saranno dei nuovi soci. Dipenderà da voi, da come ne parlerete. Se vogliamo portare la Reggina ad essere tra le prime 50 squadre”.

Capitolo nuovo stadio: “Per quanto riguarda le idee e i progetti sul nuovo stadio, la Reggina, attraverso un fondo americano, un anno e mezzo fa si è presentata a Palazzo San Giorgio e ha portato avanti un progetto di riqualificazione di quest’area e la costruzione di un nuovo stadio in un’area da individuare. Si parla di uno stadio di 15500 posti con 50 palchi e 300 poltrone nominative. Oggi, solo per il calcio, gli stadi sono diventati antieconomici. Guardo al futuro, come faceva anche il sindaco Italo Falcomatà. Credo che l’operazione vada valutata per la sua interezza. L’intera opera sarebbe realizzata con fondi privati. Lo stadio sarebbe di proprietà della Reggina. I 50 palchi sarebbero ceduti a privati, così come le 300 poltrone nominative potrebbero essere affittate tramite una società di servizi”.

Si allontana invece l’ipotesi di cessione della società da parte del suo primo azionista: “La cordata? Stiamo vivendo quotidianamente. Le imprese oggi hanno grandi difficoltà a sottrarre degli utili dalle proprie aziende per metterle a disposizione di altre realtà”.

Riprende la parola il sindaco Falcomatà, per fugare i pochi dubbi sulle priorità che il comune potrebbe dare ad opere al momento solo ipotizzate, a scapito di interventi sull’impiantistica reggina: “I progetti sono stati presentati, quindi ricevuti dal comune prima della mia elezione. È chiaro che adesso il progetto deve essere valutato anche da un punto di vista di opportunità politica e di impatto sulla città. Il presidente Foti ha già detto che non sarebbe fatto con soldi del comune, ma la valutazione sul nuovo impianto è una cosa che il comune fa senza sottrarre risorse all’ordinaria amministrazione”.

In conclusione, tra le notizie della giornata odierna non ci sono nuove notizie. Tutto ciò di cui si è parlato nel corso dell’incontro era già noto da tempo. Dal progetto del nuovo stadio, all’azionariato popolare, fino ai dubbi, non fugati, riguardo la “cordata” di imprenditori che sarebbe in trattativa per  l’acquisto delle azioni del presidente Foti. Dal canto suo, il presidente ripete come un disco rotto le stesse parole già sentite in innumerevoli occasioni: “Ho commesso degli errori” ma non dice quali, “Ho delle idee” ma non doveva lasciare? Insomma nessuna nuova sul versante societario da questa conferenza stampa mentre dal punto di vista sportivo, arriva l’ammissione di un pesante intervento sul mercato di riparazione, che mai come in questa occasione, deve riparare danni molto profondi nella squadra, nella società, nei tifosi e nella città intera.

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