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Reggina, La sfida di mister Alberti

Inserito da on 13 gennaio 2015 – 15:37No Comment |

Di Franco Cleopadre – Il punto conquistato a Caserta ha certamente e particolarmente riempito di gioia i tifosi presenti al Granillo la sera della befana è verificato che:

  1. Essere calciatore non significa necessariamente essere uomo, anzi si potrebbe essere, per dirla con Sciascia, QUAQUARAQUA…e gli esempi non mancano.
  2. Montarsi la testa può produrre effetti nocivi per il futuro dell’uomo.
  3. “Si arriva in cima” dopo aver preso atto del percorso compiuto o da compiere .
  4. Prima di dire “Di quest’acqua non ne bevo” è bene accertarsi se esiste altra fontana…
  5. La motivazione è la molla di ogni scelta di vita.
  6. Eliminata qualche mela marcia, lavoro, testa e cuore hanno fortificato il gruppo.
  7. La vittoria con il Martina Franca ha consolidato l’autostima individuale e di squadra.
  8. Mister Alberti sta affrontando nel migliore dei modi la sfida che ha raccolto.
  9. Con maggiore esperienza in squadra non è utopia sperare.
  10. L’esperienza di Foti e di alcuni ex, sono la giusta miscela esplosiva per salvare questa Reggina.

La Reggina baby scesa in campo a Caserta, pur se composta da giovanissimi, contrariamente alle previsioni , è riuscita a conquistare un punto che vale oro, non solo per la classifica, ma anche per il morale. Giovanissimi, che hanno affrontato l’incontro facendo “scendere in campo” lucidità, carattere e personalità . Tra loro, alcuni, classi novantasette e novantotto, quindi minorenni, si sono misurati per circa 5/6 dell’incontro in inferiorità numerica, con avversari reduci da quattro vittorie consecutive (senza subire reti) e diversamente motivati. I baby amaranto hanno lottato su ogni palla, non hanno subito “l’effetto timore riverenziale” al confronto con i più titolati avversari, si sono difesi con ordine, hanno palesato aggressività, convinzione, buona tenuta atletica e vocazione al sacrificio, scrivendo così una delle pagine più belle della storia amaranto, passata, presente e futura.

Tatticamente il bravo Mr. Alberti, è partito con il 4-3-3 schierando Armellino al centro della difesa e Scionti a terzino destro per sopperire alle assenze di Ungaro e Camilleri, Maimone,Mazzone e Condemi sulla linea mediana, Masini, Lancia e Gjuci, come trio d’attacco, votato sulla carta a impensierire il portiere avversario Fumagalli. Ma Masini e Gjuci, dopo l’espulsione di Mazzone, hanno giocato tendenzialmente bassi per dare una mano ai difensori per cui il 4-3-3 diventava un 4-4-1 affidando al solo Lancia il compito di pungere in attacco. Ciò comportava anche la riduzione degli spazi tra le due linee difensive e il ricorso al più classico dei catenacci, riuscendo così ad imbrigliare il secondo attacca del torneo.

I Falchetti casertani, forse ubbriacati dalla precedente vittoria in extremis,contro la capolista Salernitana, non sono quindi riusciti ad avere la meglio su ragazzini fortemente motivati, anche se sul finire Mancosu al 91’, ha scagliato un pallonetto che è andato a stamparsi sulla parte bassa della traversa ed allontanato dai difensori reggini. Lunedi sera molti dei ragazzi scesi in campo a Caserta si ritroveranno difronte un’altra squadra Campana: La Paganese.

Probabilmente ci sarà il ritorno in campo di tre vecchie glorie amaranto, Cirillo, Belardi e Aronica. Il pubblico ritrova tre beniamini dei tempi belli. Sarebbe efficace che i tre ritrovassero il calore del Granillo che hanno lasciato e portano nel cuore. Per l’occasione vogliamo sperare che la Società ponga in essere qualche promozione per “snidare” i pantofolai amaranto… ad esempio, agli abbonati e ai possessori di un pacchetto di azioni, viene offerta l’opportunità di acquistare uno o più biglietti d’ingresso a prezzo simbolico.

Apprendiamo che Fabio Caserta è fuori rosa a Castellamare di Stabia. Consideriamo tecnicamente favorevole un suo inserimento nell’organico amaranto.

Chiudiamo queste brevi note con un pensiero tratto dall’ottimo volume del giornalista ed amico Domenico Romeo: IL LIBRO DEL CENTENARIO AMARANTO 1914-2014 Reggina: storia di un secolo, Città del Sole-Edizioni

“Se nel 1914, sessantuno cittadini comuni fra dipendenti ed appassionati reagiscono alla cultura della morte per dare vita alla Reggina, se negli anni quaranta la ‘Corda Fratres’ costituita da cittadini comuni della Reggio umile e dignitosa, che si risollevava dagli agglomerati cementizi dei bombardamenti, rifondava la Reggina come atto d’amore alla vita ed alla storia, nel 1986 è Reggio a salvare la Reggina insieme ad un manipolo di cittadini comuni ed alla media e sana imprenditoria. Anche in questo caso, Reggio è la Reggina e la Reggina è il cuore di Reggio, un grande cuore amaranto che stretto dalla morsa dell’incubo della fine del tutto, anche in questo caso, dal suo ‘dna radon’ tira fuori l’istinto della vita e della sopravvivenza”.

 

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