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Foti: “Ci serve aiuto, da soli non possiamo farcela. Lo chiedo con la massima umiltà”

Inserito da on 21 gennaio 2015 – 12:54No Comment |

Il presidente Foti, ospite a Tutti figli di Pianca, la trasmissione in onda su Radio Touring, parla della Reggina, del campionato e del calciomercato.

Il presidente Foti, si sofferma anche sulle difficoltà economiche che sta affrontando la società e delle proprie richieste.

“Ringrazio i tifosi per il supporto che hanno dato l’altra sera alla squadra. Noi ne abbiamo bisogno perché non possiamo farcela da soli. Credo che la federazione dovrebbe tenere in considerazione il lavoro fatto nel passato, anche quando si guardano le varie foto delle nazionali, con la presenza, per esempio tra i campioni del mondo di Perrotta, cresciuto al S. Agata, o di Mesto, tra le altre varie nazionali. Penso che la Reggina sia un patrimonio di tutti, non solo del singolo. L’ho detto e lo ribadisco. Adesso la Reggina ha bisogno di una mano, perché da sola non può farcela, l’ho chiesto con la massima umiltà alle varie amministrazioni, qualcuna fa finta di non sentire”.

Il presidente poi, si sofferma brevemente sulle prestazioni di Insigne, dato per partente, e Ungaro, che l’altra sera ha segnato il gol del pareggio: “Insigne è un gran bravo ragazzo. Ho un rapporto di simpatia con il ragazzo. Perché quando si è presentato mi ha sfidato: io farò 15 gol, Se li faccio lei mi da un premio. Io ho accolto la sfida è ho raddoppiato il premio. Il ragazzo è partito bene, poi si è bloccato come tutta la squadra. Le voci sul suo futuro non agevolano, ma vediamo che quando scende in campo è un ragazzo genuino e che da il massimo per la causa”.

Sul calciomercato: “Io nomi non ne faccio mai. Sono di solito i procuratori o la stampa a farli, perché hanno esigenze diverse da quelle nostre. Al momento devono arrivare tre altri uomini, un centrocampista e due attaccanti. Non abbiamo al momento nessun contatto con Fabio Caserta, che non è tra gli obbiettivi che la Reggina sta inseguendo in questo momento. Su Rizzo e Dall’Oglio sono stato molto chiaro: la Reggina è disposta a cederli in cambio di una contropartita economica. La Reggina non è una albergo dal quale si entra e si esce a proprio piacimento. Credo che i professionisti debbano pensare ai propri diritti, ma anche ai propri doveri”.

La cordata: “Nei mesi scorsi avevo parlato con degli imprenditori che potevano essere interessati a partecipare al capitale sociale della Reggina. Non c’è nulla di concreto, se non la possibilità per chiunque di poter acquisire il 50% della società attraverso l’azionariato popolare”.

Di Michele: “Lui ha chiesto la possibilità di allenarsi al S. Agata e la Reggina glielo ha concesso. Lui sta decidendo il suo futuro avendo raggiunto un accordo con la Reggina”.

Masini: “Devo riconoscere al calciatore la grande professionalità e la voglia di dare il proprio contributo alla squadra. Questo è testimoniato dalla crescita di tutta la squadra, oltre che sua. Potrebbe essere lui l’esterno destro che ci manca? non lo so, sono decisioni che prenderà il tecnico. A lui riconosco l’impegno”.

Sulle continue penalizzazioni: “Ogni anno partiamo con l’handicap. Non è che me lo auguri, ma credo che sia una cosa ormai storica che riguarda la Reggina a livello nazionale. Noi lo abbiamo celebrato poco, ma il -11 che abbiamo ribaltato rappresenta un evento storico che molti ancora oggi ricordano. Penso sia un’annata storica che celebreranno altri, che la ricorderanno come una annata storica. Penso che la penalizzazione ha fatto scattare qualche molla nella squadra. Era un gruppo compatto che non mollava un millimetro, guidato da un tecnico che è riuscito a forgiare il carattere di tutti”.

L’anno di Novellino: “Nel 2008, i tanti anni di Serie A, ci hanno tolto la lucidità di pensare le cose come erano veramente. Abbiamo pensato che mettere insieme tanti giocatori buoni ci avrebbe portato direttamente in Serie A”.

Nuovo stadio: “Credo che il rifacimento del Granillo sia una occasione per la città di Reggio e per il futuro del calcio. Ci saranno massimo 50 società professionistiche nel calcio di domani. Io guardo ai problemi di oggi con il massimo impegno, ma devo anche guardare al futuro con la massima attenzione. Credo che il calcio degli anni 80 sia da ricordare per i valori. Oggi vediamo che il calcio tedesco è partito da 0, e oggi vediamo con quali risultati. È la seconda struttura per maggiore interesse in Europa, cosa che una volta era nostra. Oggi siamo al quarto posto dopo la Germania, la Spagna e l’Inghilterra. I controlli finanziari bimestrali? Secondo me ci dovrebbe essere una prevenzione iniziale. Si dovrebbe far attenzione a che le società abbiano gli strumenti per poter chiudere il campionato nell’arco dei 12 miesi. Si pensi che la Serie B lo scorso anno ha avuto tre società fallite, due salvate da interventi esterni, e una, la Reggina, che si è iscritta alla fine. Questo deve far capire che il sistema non può reggere. Oggi sono tante le squadre in difficoltà, compresa la Reggina. A Brescia e Varese si sta guardando di dare dei supporti esterni per concludere i campionati con regolarità”.

Lo spogliatoio: “Credo che uno dei miei errori, sia stato quello di non creare uno zoccolo duro nello spogliatoio, trattenendo i calciatori che avrebbero potuto dare il proprio contributo alla causa della Reggina”.

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