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Dopo la vittoria con il Lecce, mantenere la concentrazione

Inserito da on 3 febbraio 2015 – 16:56No Comment |

Di Franco Cleopadre – Vittoria si, ma non alziamo l’asticella delle illusioni oltre il livello di guardia…

PRIMO TEMPO: Probabilmente i pochi intimi presenti sabato sera al Granillo, speravamo in un pareggio, dopo aver preso il goal al 4° minuto di gioco. Dal fronte sinistro, infatti, Lepore pennella un cross per il centro area amaranto, che Moscardelli intercetta ed in torsione anticipa Cirillo, battendo Belardi con un diagonale sulla destra. La temperatura del Granillo è intorno ai 6° C, ma il goal la fa abbassare nelle vene dei presenti di fede amaranto ed alzare nei pochissimi salentini presenti. Per gran parte del primo tempo, il Lecce, attrezzato per vincere il campionato, ha dominato l’incontro, cercando di addormentare la partita dopo il vantaggio acquisito, privilegiando il giro palla, di spagnola memoria, al punto da far pensare ad una strategia per stancare l’avversario e chiudere l’incontro nella ripresa. Avrebbe, ad esempio, meritato il raddoppio, al 44’, se Moscardelli non avesse ciccato una palla che diceva solo “mandami in rete”. Ma sul finire della prima frazione di gioco, la Reggina ha sviluppato qualche buona azione, lasciando ben sperare per la ripresa.

INTERVALLO: in tribuna est, nella zona solitamente occupata da una parte del tifo organizzato, appare uno striscione con su scritto a lettere cubitali INDEGNI. Non è dato sapere l’effetto emotivo prodotto sia sul singolo che sul collettivo al rientro in campo, sta di fatto che nel secondo tempo la musica è cambiata.

SECONDO TEMPO: La Reggina da preda si trasforma in cacciatrice. Testa, corsa, aggressività, e spirito battagliero di giovani e meno giovani amaranto, hanno il sopravvento sulla maggiore tecnica,, deconcentrazione e visione di gioco degli avversari,…convinti di avere già i tre punti in tasca. Il loro tecnico, vedendo che la musica è cambiata, cerca di rafforzare il centrocampo inserendo al 56’ Sacillotto al posto di Gomes e successivamente dopo il pareggio amaranto (66’) di migliorare la fase offensiva facendo entrare in campo un’attaccante di peso quale Della Rocca.

Il meritato pareggio reggino arriva al 66’ quando sulla destra Viola si procura una punizione che viene calciata da Armellino e sulla quale si avventa Masini che con un azzeccato colpo di testa batte Caglioni. Masini, pisano come il compianto Maestrelli , esulta, non solo per il meritato pareggio, ma per aver realizzato la prima rete in amaranto.

Vantaggio Reggina: Belardi,Cirillo e Aronica, con il passar dei minuti elevano i giri del motore e suonano la carica cui fanno eco i nuovi Gallozzi e Balistrieri, come dimostrano gli applausi di tutto lo stadio all’atto della loro sostituzione. La “nuova” Reggina, con un Masini rinato, Armellino, tutto anema e core, Ungaro, Di Lorenzo , Mazzone e Maimone, ha fatto vedere che giocando con testa, cuore e coraggio tutto è possibile. E all’86’ Masini nella posizione di ala destra, fa partire un cross che Viola indirizza in rete, Caglioni respinge e Maimone da pochi passi insacca. La Reggina è in vantaggio. Sul messinese,che ha lottato su ogni pallone, si forma una piramide umana ed è il segno della liberazione che si contrappone all’amarezza delle precedenti sconfitte in serie, compresa la batosta di Messina.

L’ARCOBALENO: La squadra di Mr Alberti, non ha rincorso l’arcobaleno, ci ha creduto fino in ultimo ed ha realizzato l’impresa. Come? I quattro di difesa, hanno evitato i ripetuti, stucchevoli e inconcludenti passaggi laterali, privilegiando i lanci lunghi per Balistrieri. Saltato il centrocampo, punto di forza dei salentini, la linea mediana ha goduto di maggiore respiro e lucidità trovando nell’esordiente Gallozzi l’erede di Mesto, pronto per le due fasi. Gli avanti amaranto, quindi, con Masini, Balistrieri, Maimone e il subentrato Viola, non hanno addormentato i sensi, si sono avventati, su ogni palla, correndo, corrrendo e correndo, non sprecando palloni, pur se assediati dai leccesi. E si assiste anche al momento in cui

Gli uomini di Pagliari non sono rimasti a guardare. Infatti, una punizione di Lepore da fuori area al 73’ fa la barba al palo destro di Belardi e al 78’ Della Rocca effettua un cross che attraversa l’area piccola amaranto, e Moscardelli per un soffio non la butta dentro. Gli aspetti caratteristici della vittoria sono:

  1. Il peso o carica psicologica che ha avuto sui reduci delle 7 sconfitte consecutive la presenza dei tre veterani, Belardi, Cirillo e Aronica.
  2. L’ottima prova di Gallozzi che non ha fatto assolutamente rimpiangere sulla fascia“il fuggitivo “.
  3. L’ottima prova di Balistrieri che ha costantemente tenuto in apprensione la difesa avversaria.
  4. La sorpresa positiva dell’ultimo arrivato Zibert (per i 25 minuti che ha giocato) molto più concreto di qualche altro svogliato, superficiale e montato, che l’ha preceduto in mezzo al campo.
  5. La convincente prova del redivivo Masini, che ci auguriamo possa confermare le attese di Cozza, che lo ha voluto a Reggio
  6. L’ottima prova di Maimone che come Masini ha realizzato la prima rete in amaranto.
  7. Elogi anche per il capitano Armellino, autore di un’ottima prestazione e della punizione dalla quale è scaturito il pareggio di Masini, e per Di Lorenzo, Ungaro, Mazzone, Karagounis, Viola, per l’impegno, la cattiveria agonistica, la forte motivazione che hanno gettato nella mischia.
  8. Abbiamo citato anche i subentrati Karagunis, Zibert e Viola perché ci sembra positivo che la Reggina abbia ampliato la rosa in vista degli ’impegni futuri.
  9. Nota lieta anche per l’allenatore amaranto, Alberti Mazzaferro, che ha saputo tenere la barca in navigazione anche quando faceva acqua da tutte le parti. E se fosse l’erede di Maestrelli? Anche lui arrivava da Bari. Lo auguriamo a Lui e a noi! .
  10. Essersi scrollata di dosso la maglia nera di ultima della classe e il caloroso saluto della tribuna alla squadra, al termine della sudata e meritata vittoria.

Alla chiusura della sessione invernale dei trasferimenti, la Reggina appare per buona parte rinnovata e migliorata. Le facce nuove viste sabato contro il Lecce, fanno ben sperare per il futuro. Auguriamoci che Magri e Benedetti, gli ultimi arrivati, riescano nel più breve tempo a inserirsi negli schemi di Alberti. Ma non alziamo l’asticella delle illusioni oltre il livello di guardia. Quella di sabato sera è stata una battaglia vinta, ma in guerra, quale quella che sta affrontando la Reggina, per mantenere la categoria, ci attendono altre 15 battaglie e se affrontate con le stesse motivazioni, la conquista dei tre punti non è proibitiva. Abbiamo più volte detto che la squadra mancava di esperienza e sabato si è avuta la sensazione che in questo senso si è fatto un bel passo in avanti.

In bocca al lupo, Reggina per la partita di Barletta.

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