Reggina, Adesso si deve mettere da parte orgoglio e arrabbiature, e ripartire uniti | InAmaranto.it
Calcio

Tutto il calcio professionistico. Serie A, Serie B, Lega Pro

Basket

Il Basket è da sempre uno sport molto seguito a Reggio Calabria

L'Editoriale

Il commento di In Amaranto alla stagione della Reggina

Notizie

Notizie sugli sport minori e dalle società calabresi

Reggina

News e curiosità sulla Reggina nell'anno del centenario

Home » Reggina

Reggina, Adesso si deve mettere da parte orgoglio e arrabbiature, e ripartire uniti

Inserito da on 26 febbraio 2015 – 14:34No Comment |

Di Franco Cleopadre – A Reggio, nei momenti di difficoltà è facile sentire l’aforisma “Murmuru e sciumara tri ghiorna durunu” (Mormorio, sinonimo di pettegolezzo, e fiumara, tre giorni durano).

Dall’amara sconfitta della Reggina a Cosenza, i tre giorni sono passati e ancora si avverte il malumore tra la tifoseria amaranto. Non avevamo ipotizzato, prima della partita in Sila, che i lupi ci avrebbero sbranato, anzi eravamo speranzosi di allungare la striscia positiva… Ma per stare sempre agli aforismi “Fai come ti è stato fatto che non è peccato” ed il terzo goal, per pareggiare quanti ne avevamo fatti all’andata a Reggio al Cosenza, non lo abbiamo preso per una miracolosa uscita, sul finire, di Belardi… A fine gara i circa 200 eroici tifosi amaranto sono usciti dal San Vito con il cuore a pezzi. non solo per la sconfitta, ma per la prestazione della squadra, mai entrata in partita, specie nel primo tempo. Da qui il rifiuto a fine gara, del tifo amaranto, di salutare la squadra che si era presentata dalla sua parte…quasi per chiedere scusa per la sconfitta…

ALCUNE CHIAVI DI LETTURA DELLA PRESTAZIONE INCOLORE, INSAPORE ED INODORE DEGLI AMARANTO: Anche recentemente, abbiamo tessuto le lodi di mister Alberti, ad esempio, dopo il pareggio in casa con la Juve Stabia, ma questa sconfitta, come la vittoria con il Lecce, porta la sua firma. Non siamo alla ricerca del capro espiatorio, ma ci sembra doveroso offrire al lettore alcune chiavi di lettura della prestazione incolore, insapore ed inodore degli amaranto… sempre più convinti che quando una prestazione risulta negativa è facile individuare i possibili errori a prestazione conclusa.

C’era da sostituire Armellino squalificato, ma perché giocare con Benedetti alto, quando la settimana prima, aveva fatto benino la fascia sinistra? Probabilmente per il ragazzo non è la stessa cosa partire in progressione dalle retrovie o trovarsi nella fase di pura costruzione del gioco. Perché togliere Gallozzi, che forse non ha gradito la sostituzione, per far posto a Di Michele, che ancora non ha il ritmo partita nelle gambe? Perché non sostituire Armellino con Salandria e lasciare tutto immutato? Galileo Galilei, padre della scienza moderna, adottò il motto “Provando e riprovando”, ma nel calcio vige il principio SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA? Ci possono essere stati “ordini di scuderia”, ma aver voluto far fare il macchinista al controllore o il ragioniere al geometra è una scelta che non trova consensi. E’ senza dubbio merito del mister l’aver trovato ai vari Armellino, Masini, Benedetti, la giusta posizione, ma perché, ci richiediamo, a Cosenza ha cambiato?

IL TIFOSO AMARANTO È “INVIPERITO”, anche perché appena la squadra dà qualche segno di risveglio, neanche il tempo per pensarci e arriva subito il crollo. Lamezia, Catanzaro, Messina, Cosenza sono sconfitte esterne e con il Messina, anche interna, che bruciano sulla nostra pelle. Oggi, la Società nel momento in cui, forse ne ha più bisogno, chiude le porte alla stampa. Perchè queste scelte? Perché interrompere il dialogo? Perché avere poco o nullo rispetto del lavoro o la passione altrui?

NON MOLLIAMO: Mi auguro che il tifo amaranto non si trasformi in tanti Schettino, e che nessuno abbandoni la nave nel momento del bisogno. Non basta dire: “Ieu a Reggina l’haiu nto cori”, il vero marinaio si vede quando la barca affronta la tempesta. La partita con il Matera è alle porte. Le difficoltà, compreso il nuovo deferimento, si superano stando uniti, zitti e zaini a spalla, anche se ha ragione l’amico giornalista, Salvatore Condemi che sulla sua pagina facebook afferma: “È vero che la conduzione societaria da parte di questa presidenza non è mai stata cristallina ma è altrettanto vero che il “Palazzo” non perde nè tempo né occasione per “dare addosso” alla Reggina che rischierebbe almeno due punti di penalizzazione”.

Società, allenatore, squadra, tifo, stampa, dobbiamo trasformarci in un blocco unico, monolitico, dove ognuno recita la sua parte, senza preclusioni, chiusure o pregiudizi. Compito dell’ allenatore sarà quello di dare a questi ragazzi e al tifo, equilibrio, supporto psicologico, tecnico e strategico oltre che agonistico, specie dopo lo strappo di fine partita a Cosenza.

Mi sembra utile chiudere queste note riportando il pensiero di Steve Jobs, padre dei moderni telefonini: “Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario”.

 

Leggi anche

Commenta

commenti

Tags: ,

Vincicasa standard Image Banner 300 x 250