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Reggina. Il punto di Franco Cleopadre

Inserito da on 14 marzo 2015 – 16:06No Comment |

Di Franco Cleopadre – Il filosofo tedesco Schopenhauer ha detto: “Dall’albero del silenzio pende il suo frutto, la pace”.

I TROPPI DELLA REGGINA: Forse, oggi, intorno alla Reggina manca questo albero. Troppe polemiche, troppi sospetti, troppe accuse, troppi allenatori e tecnici da bar dello sport, troppi spifferi, troppi telescopi e microscopi, attorno alla squadra. Anche la Reggina, come tutto il calcio nazionale, avverte i morsi della crisi. La TV, se ha dato coramina, ora è il tossico per le società che lamentano la diminuzione di pubblico dagli spalti. Ma come pretendere di essere pagati due volte (TV e abbonamenti) per lo stesso servizio? Come pretendere che la gente si abboni quando le norme sulla sicurezza hanno fatto sparire le scenografie che facevano da cornice alla partita (striscioni, tamburi, ecc)? Come pretendere gli abbonamenti quando in tutte le ore del giorno o della settimana gioca la squadra del cuore? Perché non si tiene conto degli impegni lavorativi della gente? Colpa degli sponsor? Perché allora non si rileggono gli accordi riducendo i margini di discrezionalità?

I PARADOSSI DEGLI ADDEBITI A FOTI: Tifare e criticare fa parte del calcio, ma quando tifo e critica assumono configurazioni patologiche, come nel gioco dell’oca, occorre fermarsi un giro e riflettere. Oggi, a Reggio, si fronteggiano due posizioni: la prima, poco numerosa, include quelli che come noi credono ancora nel calcio come sano spettacolo ludico, con la presenza allargata, dell’attuale dirigenza. La seconda, corposa, fa ricadere sul padre/padrone amaranto, Lillo Foti, la fase involutiva che si perpetua ormai dal campionato 2009-2010, il primo anno di B, quando la Società pur ricevendo dalla Lega il “paracadute” economico di salvataggio, nella speranza di riconquistare la massima serie, riaffidò le redini della ricostruzione ad un reggino DOC, anche lui artefice della gloriosa conquista della serie A nel 98/99, ovvero Gabriele Martino. Il progetto naufragò: a parte Martino, che avrebbe dato l’anima per vedere la “sua Reggina” rinascere, tra gli artefici ricordiamo, Novellino, Volpi, Buscè, Bonazzoli, Cassano, Capelli, che assorbirono cospicua parte delle risorse presenti e future della società. Quel progetto prevedeva Cacia, reduce da un infortunio al perone, che segnò solo quattro reti e lo ricordiamo tutti vagare per il campo. I critici ricordano, anche spesso, che Castori che ieri è andato male a Reggio, assieme a Cocco, oggi stanno facendo bene nel Carpi il primo e nel Vicenza il secondo. Riepilogando: a) Se Cacia, Castori, Cocco, hanno fatto male a Reggio, la colpa è di Foti. b) Se gli arbitraggi contrari, il calo di presenze allo stadio, le polemiche, da chiunque orchestrate, hanno prodotto effetti moltiplicativi negativi, la colpa è sempre di Foti… Non facciamo ridere anche “le polle”, perché “i polli” hanno già riso alle nostre spalle con 5 sconfitte subite nei 6 derby che abbiamo disputato e l’ultimo posto in classifica. Presidente, visto che di abbigliamento se ne intende, scelga un pantaloncino e una maglietta e scenda in campo Lei, cosi potrà essere anche accusato di essersi divorato il goal… al 135’ del secondo tempo.

LA CORDATA: Non riteniamo Foti, immune da pecche, ma non ci pare corretto caricare tutto l’attuale sfascio sulle sue spalle. Tranne rarissimi casi, che la cronaca ci consegna, è contro natura pensare che un genitore possa volere il male dei figli. In città circola la voce che ci sarebbe una cordata pronta a rilevare la Reggina Calcio. Fin oggi, di cordata ne abbiamo vista solo una, passando da una macelleria, con su un cartello, dove si leggeva: Salame locale di puro suino, tranne che non si faccia riferimento a pantagrueliche tavolate tra amici. L’ipotetica cordata ci fa venire in mente la storia dell’Araba Fenice, l’ uccello mitologico noto per il fatto di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte . Se ci fossero veramente questi potenziali acquirenti, perché non si sono mai manifestati? Pur non sottovalutando gli impegni che Foti ha sottoscritto con l’agenzia delle entrate, che sono certamente onerosi e incalzanti, sarebbe bello che chiunque avesse interesse, volontà e disponibilità a entrare a far parte della Reggina, rendesse di pubblico dominio, i termini della domanda e dell’offerta, Foti compreso, affinché eventuali nuovi attori possano partecipare, anche in termini integrativi, all’operazione.

REGGINA-VIGOR LAMEZIA 0-2: Dopo la sconfitta con il Lamezia Belardi, Aronica, Cirillo, Di Michele e Armellino si sono assunti le responsabilità della pessima prestazione contro i lametini. In quella partita abbiamo registrato flaccidità mentale e fisica della difesa, inesistenza del centrocampo, nullità dell’attacco.

AMORE VERSO LA MAGLIA: Oggi, forse, molti ragazzi amaranto si sentono feriti dalle feroci critiche che gli piovono giustamente o in qualche caso, ingiustamente, addosso. Siamo grati ai vecchi cuori amaranto, l’ABC (Aronica, Belardi e Cirillo) che hanno abbracciato il progetto Reggina, pur conoscendone le fragili fondamenta. Ma a tutti coloro che scenderanno in campo ad Aversa chiediamo amore verso la maglia che indossano, la convinzione che ancora ci sono margini di salvezza, anche se partita dopo partita diventano sempre più esili, grinta, cattiveria agonistica e determinazione nell’affrontare qualunque avversario, compresa la squadra del condominio o quella tra scapoli e ammogliati.

AUTOSTIMA: sta per credere in noi stessi, il nostro modo di vivere, il concetto che abbiamo di noi, essere consapevoli delle nostre capacità e competenze, essere portatori di personalità vincente, convinzione, determinazione e carisma. Ragazzi, scendete in campo ad Aversa, con la convinzione di potercela fare, che non siete vittime sacrificali. Molti di voi potrebbero fare da chioccia ai vostri avversari, fate prevalere il carisma e l’esperienza di cui siete portatori, avventatevi su ogni palla come il leone quando caccia la preda. Molti di noi credono ancora nei play out, nutrono preoccupazioni negli eventuali ripescaggi.

SE DA AVERSA DOVESSE ARRIVARE UN RISULTATO POSITIVO: Foti in sala stampa, post Lamezia, ha sperato di ritornare da Aversa con un buon risultato, ed ha abbinato alla speranza la richiesta di diecimila persone allo stadio nella partita con il Melfi. Probabilmente le diecimila presenze ci potrebbero essere se lo stesso Presidente accogliesse il nostro invito di offrire ad ogni abbonato la possibilità di acquistare biglietti a prezzo simbolico. Sarebbe l’abbonato, ovvero parte dello zoccolo duro, a convincere “l’altro” a venire allo stadio, che più che l’invito di Foti, deve superare le critiche verso la sua gestione.

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