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La Reggina e la Battaglia di Calatafimi: “Quì si fa la Salvezza, o…”

Inserito da on 31 marzo 2015 – 19:31No Comment |

Di Franco Cleopadre – Tra le tante battaglie per l’Unità d’Italia, è rimasta storica quella di Calatafimi.

Era il 15 Maggio 1860, e la spedizione dei Mille, vedeva contrapposti i Cacciatori delle Alpi di Garibaldi e circa 3000 militari dell’esercito delle Due Sicilie (i Borboni). A Calatafimi, le “camice rosse” garibaldine, si scontrano con i borboni ed il Generale garibaldino Nino Bixio, pensando alla sconfitta, propose a Garibaldi la resa. Sembra che la risposta di Garibaldi fu: “Nino, qui si fa l’Italia o si muore”. Per la Reggina, Salerno rappresentava l’esercito borbonico, per classifica, tasso tecnico, e carica emotiva, la Reggina erano “le camice rosse” per classifica, problematiche con la giustizia sportiva e Agenzia delle Entrate. Ma, alla fine ebbe ragione Garibaldi, l’Italia fu fatta (ancora si discute se quell’impresa fu utile o dannosa per il Sud) e speriamo che anche la Reggina riesca a superare le tante mine cosparse lungo il suo percorso.

AI TANTI NINO BIXIO, VICINI E LONTANI, DICIAMO: continuate a gufare, non spegnerete mai nei nostri cuori la fiammella della speranza che ancora arde… riservate i rintocchi di campane a mortorio per quando la fiammella si spegnerà definitivamente… mi auguro il più tardi possibile. È vero che Venerdì 27 Marzo, è stato anticipato nei confronti della Reggina “il VENERDÌ DI PASSIONE” con il meno 3. Credevamo che la giustizia fosse qualcosa di diverso. Nelle aule dei tribunali è simboleggiata con una bilancia a bracci uguali a colonna, ma non sempre il comportamento del magistrato è uguale per entrambi i contendenti. La fortuna non è quella Dea bendata in cui tutti crediamo. Quando vuole, questa Dea, si toglie la benda e distribuisce favori a destra e a manca ed i fratelli di Salerno ne sanno qualcosa per la vittoria ottenuta qualche settimana prima a Catanzaro e i due goal inflitti alla Reggina.

Nel corso del torneo, la squadra di Foti, si è misurata non solo con problemi tecnici legati alla conduzione tecnica e/o i calciatori, ma anche e principalmente con la giustizia sportiva che ha tramortito, risuscitato e ritramortito squadra e tifoseria. È di ieri la notizia del deferimento di Aversa Normanna, Savoia e Barletta e anche l’ Ischia pare non immune da pecche. Perché per la Reggina non sono applicate le stesse disponibilità del Parma? Quale debito non ha saldato Lillo Foti, nei confronti del Procuratore Federale Palazzi, al punto da convincere il napoletano ad impugnare la sentenza a favore della Reggina, con riguardo al ritardo nel documentare il pagamento della fideiussione per l’iscrizione al campionato in corso ed altre pendenze 2013/14 ? Perché castigare squadra e tifoseria con punti di penalizzazione? Quali colpe hanno queste entità? E’ come se per punire Palazzi, l’insegnante mettesse un voto basso al figlio.

Capisco, ma non condivido, la tessera del tifoso, i tornelli, la chiusura di parte delle tribune, o la squalifica del campo, per colpe attribuibili al tifo, ma È ASSOLUTAMENTE SCORRETTO LASCIARE NELLE MANI DELLA PROCURA FEDERALE E/O DI UN SINGOLO UOMO, LA REGOLARITÀ DEL CAMPIONATO, non solo per i tifosi, ma per il danno patrimoniale e morale che subiscono i calciatori e le loro famiglie, in termini di mercato, assieme all’eventuale perdita del posto di lavoro, di chi lavora all’interno della società.

UN FILO DI OSSIGENO – La Società, con la ristrutturazione del debito, si era impegnata a pagare rata per fine Marzo ma, ciò non è stato possibile per cui riportiamo con piacere quanto scrive l’amico Paolo Ficara sul Dispaccio di ieri 30 marzo alle ore 12: 17 “Minuti di recupero. L’Agenzia delle Entrate ha concesso una proroga alla Reggina, su insistenza del presidente Lillo Foti, di un mese esatto rispetto a quello che era il precedente termine per versare la seconda rata del debito. L’ente attenderà fino al 10 aprile il pagamento, comprensivo anche della terza rata. La cifra non saldata in questo mese di marzo diverrà dunque ancora più consistente. Se neanche stavolta la Reggina si presenterà all’appuntamento, la pratica passerà direttamente ad Equitalia. Il massimo dirigente si sta muovendo in varie direzioni, per ottenere la cifra necessaria. La Lega Pro potrebbe anticipare i contributi, da versare comunque a fine stagione per il minutaggio concesso ai giovani. Si stanno infittendo anche alcuni contatti con società di Serie A, per la cessione di qualche elemento dal futuro garantito: il 17enne Ador Gjuci dovrebbe fungere da “pepita”. Mercoledì sarà fondamentale battere l’Ischia sul campo, il futuro della Reggina si sta giocando su più fronti.
Che dire ? Che la classifica a fine campionato non sarà determinata dal campo, ma dalla Procura Federale. Che facciamo parte di quel 38, 73% di tifosi cattolici… che ancora credono nel miracolo salvezza… ?

Abbiamo apprezzato il comportamento della squadra all’Arechi. Indossare i panni di chi se la vuole giocare per intero, senza timore riverenziale e addirittura passare in vantaggio, non è di tutti i giorni. Insigne svaniti i fumi della sbornia “post Natale” ha ripreso a marciare e rendersi utile alla squadra, riacquistando corsa, scatto, personalità e fiuto del goal. Ma se per il primo goal salernitano di Moro, si può gridare “w il parroco” avendolo visto come fotocopia del goal di Rigoni nella finale play off di Novara, lo stesso non si può dire per il secondo, dove 3 difensori amaranto, di cui uno di provata esperienza, più il portiere, si sono fatti beffare dall’unico attaccante avversario, Negro, al 37’. Non ce la sentiamo di addossare la croce, nella settimana Santa a Cirillo, perché il buon Bruno non la merita e siamo certi che soffrirà molto più di noi, semplici tifosi, quando domani non potrà scendere in campo.

PER ALBERTI, SOLO COMPLIMENTI per come ha preparato psicologicamente la squadra per la sfida di Salerno. Sarà lo stesso contro l’Ischia? I deferimenti di ieri, riaprono le porte della speranza al tifoso Reggino, per cui domani, che può rappresentare per gli amaranto, l’autentica svolta del torneo, spero che TUTTA REGGIO, faccia sentire alla squadra tutto il calore di cui è portatrice. Tutti assieme, possiamo anche vincere questa battaglia per la sopravvivenza del calcio in città. Ci spiace che la Reggina non abbia attivato nessuna promozione per la partita contro l’Ischia. Ci sorgono, contestualmente, grossissime perplessità sulle capacità manageriali di chi è preposto ad incrementare non solo le asfittiche casse amaranto, ma anche la spinta emotiva del dodicesimo uomo in campo. Come accettare, ad esempio, che un bambino di 5 anni debba pagare il biglietto? A che serve, a volte, offrire l’ingresso a intere scolaresche se poi si evidenzia così marcata miopia organizzativa?

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