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Reggina: il punto della situazione

Inserito da on 13 luglio 2015 – 19:44No Comment |

Di Franco Cleopadre – Ho ascoltato la settimana scorsa, non l’intervento, ma l’appello, che Mimmo Praticò, autentico figlio di Reggio, ha lanciato per la SUA E NOSTRA Reggina, da radiotouring, tramite Auspici, Polimeni e Jelasi.

C’è solo da augurarsi che il tentativo sia coronato da successo, anche se sul filo di lana, nella impari lotta contro il tempo. Domani scadono i termini per regolarizzare le carte (liberatorie dei calciatori per incentivi all’esodo, pagamenti arretrati, staff tecnici vari e creditori diversi, oltre al pagamento della fidejussione di 400 mila euro). Si era sperato in un rinvio della data, vuoi per il rinnovo della Presidenza di Lega Pro, o per il tentativo del Presidente della Provincia, Raffa, con il Presidente della Lega Tavecchio, entrambi andati a vuoto.

La Reggina, come tante società sportive, e settori dell’economia mondiale, sconta la crisi di bilancio e bene hanno fatto INTER e MILAN ad aprire il dialogo con investitori stranieri. A Reggio, viviamo minuto, per minuto, le difficoltà del tifoso e del Presidente, reduce da problemi di salute, contro il quale rema in senso opposto lo stato di tensione e preoccupazione.

Se Mimmo, dovesse superare la fase critica, meriterebbe di essere l’auriga del calesse o del carro da guerra che sfila vittorioso sul lungomare in una serata di mezza estate. Quanti potrebbero salire su quel carro? A parte Lillo Foti e gli investitori che credono nella Reggina, metterei i conduttori della trasmissione TUTTI FIGLI DI PIANCA, che con i loro interventi e le simpatiche imitazioni o gag, Ginuzzu, u Maresciallu o u ziu compresi, hanno tenuto alto il morale del tifoso, informandolo quotidianamente della “temperatura del paziente”, oltre ovviamente ai tanti tifosi che hanno sperato nel non fallimento della Società. Lascerei appiedati gli JETTATORI di professione, per dirla alla Mazzarri e, tutti coloro che si sono prodigati, per l’intero anno, a mettere in evidenza, negatività di Società e squadra

Nel suo intervento, l’ex Presidente del CONI Calabria affermava che la domanda ricorrente del tifoso è: NDI SCRIVIMU IN LEGA PRO?

Ma il quesito oggi ricorrente è anche: MA L’AUSTRALIANI SIN NDI IRU, O SU MUCCIATI ARRETU ALL’ANGULU? (Ma gli australiani sono andati via o sono nascosti dietro l’angolo?). La nostra risposta è NI, in quanto non ci sorprenderebbe che superata la fase dell’iscrizione ritornasse la volontà di Nik Scali e di Lillo Foti, di riaprire il dialogo, superate eventuali diversità d’impostazione.

L’insperata salvezza in Lega Pro, aveva aperto i cuori alla speranza, ma probabilmente disarcionato chi, forse cercava l’alibi della retrocessione, per modificare i termini degli accordi di Aprile.

Il ricco taurianovese d’Australia, potrebbe ripensare all’opportunità di scrivere il suo nome nella storia della sua terra dove per intere generazioni il nome di Nick Scali sarebbe sinonimo di potenza, attaccamento, devozione, senza escludere che la Reggina potrebbe tenere i suoi gioielli, con in testa Alessio Viola.

Foscolo nei Sepolcri ebbe a scrivere: Sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna. Perché chi ha costruito un corposo e importante patrimonio, dovrebbe rinunciare a lasciare un messaggio di affetto per i posteri? È vero che business is business (gli affari sono affari), ma in presenza di certe scelte di campo e valori, non c’è business che tenga. Scrivere il proprio nome accanto a quello di Campanella, Cilea, Moravia, non è questione di ricchezza, ma di valori.

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