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Reggina, alla ricerca della continuità perduta…

Inserito da on 22 novembre 2015 – 02:00No Comment |

Quello in corso è uno dei periodi più ambigui della storia della Reggina, un periodo ricco di emozioni contrastanti, entusiasmi ritrovati e timori che si vogliono allontanare. La piazza è alla ricerca di conferme e sicurezze, la squadra in questo momento sta contribuendo ad un pallido avvio di “Primavera Amaranto”, che vede raggi di luce in ogni componente che ruota intorno ad essa.

Segnali positivi arrivano anzitutto dai tifosi, anzi, dagli Ultras, che hanno capito che la battaglia che si ostinano a portare avanti, gli uni contro gli altri, lascia spazio solo ad una grande sconfitta collettiva. Siamo tutti figli di Reggio ed è giusto che per tornare alla vittoria unione e compattezza siano all’ordine del giorno.

Intanto ad alimentare questo clima di entusiasmo sono anche le notizie che arrivano dalla provincia di Reggio, da Palmi per la precisione, dove il presidente della Palmese Pino Carbone si è detto interessato ad una possibile collaborazione con la squadra dello stretto. Linfa vitale dunque in un momento così delicato come quello che stiamo vivendo. Il Patron Neroverde di imprese ne ha compiute con la sua Palmese anche di recente, investendo enormi capitali per la conquista di questa serie D, che a Palmi mancava da ben 27 anni. Dunque un imprenditore con tanta voglia di fare, con una mentalità vincente che vuole “allargare i suoi orizzonti”, puntare più in alto e sposare a pieno titolo la causa amaranto.

Abitualmente, dopo un periodo di profondo anonimato, di buio assoluto, come quello ultimo della Reggina, essere colpiti da così tanta luce in una sola volta può accecare, illudere e peggiorare la situazione. Molti fattori ad oggi fanno pensare che non sia questo il caso! Reggio sta vivendo un momento di ritrovata felicità, un momento che si potrebbe sintetizzare con la parola “MAGIA”. In realtà non si tratta di magia, la magia tende a stupire le persone ILLUDENDOLE, nessuno vuole sentire questa parola in città, siamo stati illusi fin troppo e la gente è davvero stanca! Questo momento è meglio chiamarlo con una parola più dolce, più sincera ma precaria: REALTA’. È una dolce realtà che fa mobilitare i tifosi, che da troppo tempo sono dei martiri sopra quei gradoni, che non hanno mai mollato e in fondo un po’ di gloria sono loro a meritarsela. Da sempre Reggio e la Reggina sono stati un connubio vincente, la città che spinge la squadra ad ogni tipo di impresa, non è semplice retorica, o pura immaginazione, è stato la normalità in un periodo che ormai sembra lontano anni luce, ma che effettivamente dista solo 6 anni. Non ci si augura di tornare a quei livelli, almeno non in tempi brevi, ma quantomeno ci si augura che la squadra inizi a regalare le stesse emozioni di allora, di quando la domenica “Oggi c’è a Reggina, ndi virimu o campu” era concezione comune perché la Reggina era fonte di sfogo e divertimento, che da troppo tempo non si sa più cosa sia. Reggio terra di conquista deve essere un concetto da dimenticare, Reggio è una terra ostile per chi viene a giocarci, per questo bisogna giocare, bisogna lottare da gladiatori, e la partita ultima contro la Plamese lascia ben sperare.

Domenica gli amaranto fanno visita all’Agropoli, una trasferta difficile ma non impossibile, nel settore ospiti è prevista un’importante rappresentanza di Ultras della Reggina, uniti tutti sotto lo striscione DIGNITA’, parola e concetto che più li rappresenta. Vincere significa continuare a guadagnare punti, scalare la classifica ed alimentare l’entusiasmo della gente, che potrebbe tornare in gran numero al Granillo già dalla prossima partita in casa, domenica 6 Dicembre contro il Noto.

Importantissima questa partita, fomentare o azzerare l’entusiasmo? Certamente non sarà la sfida di domani a ribaltare le sorti del campionato, bisogna mantenersi con i piedi per terra, anche se comunque un po’ di spazio per fantasticare c’è, e se la “Primavera” a Reggio possa davvero arrivare con qualche mese di anticipo?

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