Reggina Vicenza, le dichiarazioni dei protagonisti

Dionigi analizza la gara

Dopo la partita tra Reggina e Vicenza, ascoltiamo ai nostri microfoni i protagonisti della gara, con importanti dichiarazioni di Dionigi in vista dell’impegno contro l’Empoli e del mercato di gennaio.

Il primo ad entrare in sala stampa è Fabio Ceravolo: Partire dalla panchina non fa male, fa parte del gioco e certamente non si devono fare polemiche. Per me partire dalla panchina non è un problema e anche negli anni passati con Breda sono partito spesso dalla panchina. Forse le mie caratteristiche mi aiutano a rompere gli schemi delle difese avversarie. A livello di gioco abbiamo anche mostrato cose importanti, anche se i risultati non sempre ci hanno dato ragione. Anche col Sassuolo capolista abbiamo fatto bene pur perdendo. Adesso le nostre ambizioni sono quelle di uscire dalla zona della classifica in cui ci troviamo. Non ho mai detto di voler andare a giocare in serie A. Ma il mio contratto scade a giugno e ogni calciatore ha bisogno di fiducia anche da parte della società, Noi ad oggi non abbiamo mai parlato con la società e il contratto è in scadenza. Se ci sono offerte per me forse dovreste chiederlo meglio al mio procuratore.

Ivan Castiglia: Oggi abbiamo fatto una grande partita e i miei crampi alla fine lo dimostrano. Ho giocato più in questi tre giorni che nei precedenti 6 mesi, ma mi alleno sempre per farmi trovare pronto e io credo di esserlo sempre stato a parte il primo mese dove non ero al 100% fisicamente. Il perché non ho giocato dall’inizio della stagone dovete chiederlo al mister. Le scelte sono sempre del mister, io giocherò sempre per la maglia fino a che la indosserò e fino a che il mister lo riterrà opportuno, se non sarò più nelle  scelte del mister ne parleremo con la società. A proposito del cambio di allenatore, ricordo che anche con Breda avevo giocato, poi con Gregucci forse si scontavano precedenti screzi fra noi, ma da parte sua, non mia. Oggi non mi sono fatto condizionare dal giallo e ho giocato senza timori per tutta la partita.

Breda:  Sono amareggiato perché è una sconfitta pesante, noi abbiamo fatto una buona gara fino al gol subito e potevano sfruttare alcune occasioni create, ma dopo aver subito un gol è difficile recuperare, peccato. Penso che potevamo fare un risultato diverso. Tornare qui per me è emozionante, se non fosse per Foti e Giacchetta io non farei questo mestiere, poi chiaramente c’è la voglia di vincere. Nel proseguo del campionato c’è il tempo, per tutte le due squadre, di fare meglio nella seconda parte di stagione. Questo è un campionato strano, noi abbiamo fatto delle buone prestazioni, la Reggina ha fatto anche lei delle buone prestazioni ma in questo campionato ci sono squadre che hanno preso fiducia e forza e altre no. Le cose possono cambiare anche per la Reggina. Noi allenatori siamo sempre a rischio quando non vengono i risultati, ma so che la squadra è viva e  ha fatto bene anche se raccogliendo poco. La mia squadra continuerà a lavorare e il nostro obbiettivo è quello di raccogliere più di quanto fatto finora non dobbiamo trovare alibi e poter continuare a testa alta. Ma nel calcio tu lavori e cerchi di dare il massimo, ma sappiamo che i risultati sono determinanti, la decisione non spetta a me. Adesso abbiamo l’ultima partita dell’anno domenica, poi vedremo se arriverà qualcosa dal mercato, ma noi durante questo mese di pausa, dobbiamo lavorare su aspetti diversi dalle partite e poi il mercato è una cosa in più. Noi dobbiamo trovare la nostra ricetta per uscire da questa situazione. A chi gli chiedeva se vede differenze tra lui e Dionigi, che pur con minori punti raccolti gode della fiducia della società, risponde così: La Reggina ha gli stessi problemi avuti quando io sono stato sostituito, ma ogni stagione è a se. Io venivo da dei playoff e le aspettative erano altre, il fatto che Dionigi abbia ancora la fiducia dipende forse dal fatto che io ho alimentato troppe aspettative a Reggio. Come se noi dovessimo sempre stare tra le prime due. Non ho recriminazioni per la stagione a Reggio. Le esperienze possono essere positive o negative, per me Reggio è stata un’esperienza positiva.

Dionigi: Per la prima volta due vittorie di fila, frutto anche, finalmente, di episodi favorevoli. Buone le ultime tre gare, considerati gli episodi, anche contro il Cittadella. Oggi, come a Grosseto, ci è andata bene, primo tempo discreto ma poi abbiamo cambiato l’atteggiamento mentale e nel secondo tempo siamo usciti meglio con quelle che sono le nostre armi. Io mi aspetto la restituzione dei punti da parte del TNAS. Io oggi sono felice per la società e per i giocatori.  Cambio Sarno Ceravolo: io ho giocato con tutti i moduli. Ho sempre detto che si deve dare all’allenatore la possibilità di giocare con tutti i cambi di modulo che vuole provare. Oggi per me era importante e mi interessava provare a vincerla. Quando ci sono 3 partite in una settimana, si deve tenere conto della condizione fisica, Sarno è calato e ho voluto mettere Ceravolo, avrei messo comunque anche Campagnacci e Fischnaller. Volevo vincerla. Noi siamo una squadra che ci mette un po’ a carburare, dopo due partite ravvicinate, non era facile stare benissimo, noi come loro, ma noi cerchiamo sempre di giocare palla a terra, non sulla palla lunga come altri per cui la fatica è doppia. Non perché abbiamo fatto due vittorie ci sentiamo a posto, ma nei ragazzi è cresciuta un pizzico di consapevolezza in più. Io cerco di trasmettergli il mio spirito di sacrificio, ma il processo non è finito. Prima della sosta l’intento era di fare i punti, bene o male, e di portarli a casa. Dopo la sosta si cercherà una propria identità, anche con il mercato. Ci manca il punto col Cittadella. Rispettoa la prima parte di stagione, la squadra ha subito una involuzione sotto il punto di vista del gioco, ma dobbiamo analizzare il momento in cui ci troviamo, siamo in una situazione di difficoltà mentale per il tipo di campionato, se servisse io giocherei anche con 4/5 punte, ma se se andassimo in vantaggio sul 2-0 entrerei anche io a difendere il risultato. Ora abbiamo una partita con l’Empoli difficilissima, con una squadra che disponde di gente del calibro di Tavano, Maccarone e Saponara. (Uno dei giornalisti fa notare che domenica alle 12.30 CI MANGIAMO NOI I MACCARRUNI) Dire che è una svolta non è esatto, ma se tutti ce la mettono tutta, faremo meglio, oggi nel secondo tempo potevamo chiuderla. Ivan, nel primo tempo, ha fatto molto bene ma aveva giocato più sacrificato, meglio il secondo tempo. Gli esterni, abbiamo provato una partita in cui sapevamo che loro avrebbero avuto un centrocampo a tre, e volevo che giocassero da ali, Simone bene, Melara meno bene, nel secondo tempo la qualità delle prestazioni si è capovolta anche per l’ingresso di Pinardi. Melara è uscito perché era stanco. Per me allenare la Reggina, lo sapete, non è come allenare una squadra qualsiasi, ma ho capito che in campo e fuori, a questi ragazzi devo dargli meno stress, ci vuole più più calma anche da parte mia. Non subiamo tanti gol, credo che siamo una delle migliori difese. Baiocco è un emblema di questa stagione, la sua partenza ad inizio stagione dipende dal fatto che ha pagato lo scotto del cambio di categoria. Ma il merito della sua crescita, come di quella di Facchin, va dato a Spagnulo, tutti i portieri che sono passati da lui sono dei grandi. Paolo si sta adattando ai suoi metodi. Adesso penso solo a tirarci fuori dalla nostra situazione, io spero di riavere i punti in classifica, ci credo. Solo 5 squadre hanno subito meno gol di noi il nostro problema è che ne facciamo pochi. Io vorrei avere i punti guadagnati sul campo e adesso staremmo a parlare di un altro campionato. Domani riprendiamo gli allenamenti, abbiamo la fortuna di non dover viaggiare ma si deve recuperare. Farò un po’ di turnover, solitamente chi entra da ottime risposte. Alla prossima gara cambieranno ancora 3/4 elementi, sono molto contento di chi entra. Mi ero fatto un disegno per il dopo Grosseto e cerco di portarlo avanti. Per quando riguarda il mercato, con la società ancora non abbiamo affrontato l’argomento. Sappiamo, da inizio stagione che qualcosa ci vuole ma non ho pensato a nessun nome. Ringrazio la società per la fiducia accordatami anche nei momenti critici, ma devo dire che il presidente e il ds mi vedono sempre durante la settimana, sanno il lavoro che facciamo e sanno anche che non abbiamo meritato di perdere tutte le partite che abbiamo perso. Riguardo le mie scelte, dico che un allenatore ha il diritto di puntare su chi crede, riguardo ad Alessio Viola, io ho scelto di puntare su Comi. Ho fatto la scelta di puntare fortemente su Mario, chi gli gioca dietro ha caratteristiche diverse. Anche Fabio Ceravolo ha giocato male e in alcune partite e l’ho messo fuori. Non ho problemi con nessuno dei miei giocatori perché io molto francamente ho messo in chiaro quali sono le mie scelte con tutti, poi è normale che a gennaio chi non gioca farà le proprie valutazioni. ma questo fa parte del calcio e non c’è nessun problema con nessuno dei gioccatori.