Reggina-Catanzaro: una squadra di eroi

Gli eroi chiamati dal presidente Gallo hanno risposto presente.

Era venerdì, venerdì 11, quasi 40 ore prima della partita, Reggina vs Catanzaro e il Presidente Luca Gallo diceva così ai suoi ragazzi, ai suoi calciatori: “domani sarà un giorno speciale, speciale perché un uomo si potrà trasformare in eroe, voi domani sarete qui su questo campo, che adesso a guardarlo incute anche un po’ di paura, ora c’è il silenzio ma domani non sarà così, ci saranno i tifosi a far sentire il loro calore. Io ormai ho una certa età, non posso correre, non posso giocare, non posso diventare un eroe, ma voi si, dovete onorare la maglia e dovete correre per tutte quelle persone, bambini, donne, anziani che avrebbero voluto farlo ma non possono. So che darete il massimo. La Reggina è forte, questo lo è per me e per tutti i tifosi che la seguono. Onorate il campo, Onorate la maglia, Onorate il cuore della gente che ci sarà domani. Forza Reggina”.

In tanti anni, ho avuto la possibilità di seguire da vicino la Reggina, prima sugli spalti poi a bordo campo, la mia passione, la fotografia, mi ha portato dalla serie C fino alla serie A, con grossa soddisfazione, posso dire di aver calcato i campi anche in Champions League, ho avuto la possibilità di seguire tante altre squadre in ritiro, ho sentito allenatori, preparatori atletici, presidenti parlare ai loro giocatori ma mai li ho sentiti parlare come ha fatto il nostro Luca Gallo, la passione che mette in quello che fa si vede, è palpabile, lo esterna di continuo, anche se ha volte esagera, ma lo fa a fin di bene, non vuole essere irrispettoso o irriguardoso nei confronti dell’avversario, ma il sano sfottò è il sale del calcio, e credetemi era da tempo che mancava un po’ di sale a Reggio Calabria.

Per riprendere le parole di una collega, sabato sera Reggina e Catanzaro hanno offerto sul campo uno spettacolo memorabile, un sano spot pubblicitario al bel calcio, lo stesso dicasi sugli spalti, le tifoserie si son date battaglia in modo corretto, a suon di cori, da una e dall’altra parte, alla fine ha vinto chi ci ha creduto di più. Tralasciamo le polemiche che voleva innescare in sala stampa Mister Auteri, non è riuscito a mandarla giù, il goal di Corazza al minuto 88 è stato deleterio per lui, a fine gara era andato dall’arbitro per dirgli chissà cosa, le foto correlate sono eloquenti, parlano per lui, avrebbe dovuto accettare il verdetto del campo e dire anche lui: ha vinto chi ci ha creduto di più. Quanti tiri in porta ha fatto il Catanzaro, quante volte è stato impegnato seriamente il nostro Guarna, quante occasioni ha avuto la Reggina, quante volte siamo arrivati in ritardo di un millesimo di secondo per buttarla dentro? Dopo un primo tempo che ha visto gli ospiti insistere nella nostra metà campo, senza arrivare mai alla conclusione ma impegnandoci come nessun’altra squadra aveva fatto finora, nel secondo tempo la musica è cambiata, Mister Auteri si è dato la zappa sui piedi togliendo chi ci poteva dare fastidio, Bianchimano, Fischnaller e Kanute. Di contro, il nostro Mister Mimmo Toscano condividendo il suggerimento di Mister Napoli, il suo secondo, inserisce il terzo attaccante German Denis, il quale, anche se non in condizione ottimale, ha creato scompiglio e ha messo paura alla difesa avversaria, sul cross di Bellomo diretto in area, pesca il nostro Corazza che non delude e mette dentro una palla anche se trattenuto da un difensore avversario, è il minuto 88, la rete si gonfia, la Reggina è in vantaggio e l’esultanza sotto il settore ospiti è la ciliegina sulla torta. Qualcuno ha iniziato a pensare: ma non è che i Catanzaresi si sono presi invidia dei Messinesi e parlano prima che la cosa sia fatta? Chiamasi… fate voi.

Cinque sono i minuti di recupero, il Catanzaro tenta il tutto per tutto ma non riesce a penetrare la difesa Reggina. L’arbitro fischia la fine, la reggina vince il derby, facendo dimenticare cosa era successo lo scorso campionato. E ora tutti sotto la Curva Sud a prendere i meritatissimi applausi, la gioia incontenibile di tutto lo stadio è stata qualcosa che si tramanderà di Padre in figlio.

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