Auteri alla Reggina? Per fortuna non è successo

Di Ruggero Rizzi – Continua a farla fuori dal vaso, il tecnico del Catanzaro; prosegue nella sua stucchevole reprimenda su presunti gesti di cattiva educazione – lui oxfordiano – così come aveva già fatto al termine della gara d’andata al Granillo. Il suo eloquio, puerile nelle motivazioni, tende a spostare il centro del discorso dal campo a ciò che ipotizza succeda fuori: chiaro l’intento di non spiegare (non a noi, ma ai tifosi giallorossi) il perché sia riuscito a collezionare due sconfitte, che tra andata e ritorno gli hanno portato via ben 6 punti. Un tentativo per allontanare dallo stesso allenatore domande a lui scomode, sì da evitare di essere il bersaglio di feroci critiche.

Ora, si può anche arrivare a capire che la sconfitta bruci, specie se questa giunge da una squadra che a lui sta apertamente sullo stomaco, ma glissare sul discorso tecnico, motivazionale, causale e delle circostanze appare francamente assurdo. Maschera la sua rabbia, la sua delusione, se si vuole anche la sua impotenza, con argomentazioni che nulla hanno a che vedere con il gioco del calcio. Accuse vuote, stupide, insulse, che a questo punto danno l’esatta misura dell’uomo, dell’allenatore, che portano a capire anche il perché di alcuni esoneri: seppur definito lo “special one” della serie C, ne annovera parecchi. Certo, può anche vantare qualche successo nei suoi circa 26 anni di carriera di allenatore, ma ciò appare ben poca cosa rispetto all’anzianità di servizio, tra l’altro svolta in serie inferiori (D e C2) con solo un paio di fugaci apparizioni in cadetteria.

Il “nero d’Avola”, anzi di Floridia (per il viso scuro mostrato), continua a prodursi in monologhi dall’effetto scenico assai deprimente, facendo passare in second’ordine le motivazioni per cui si svolge una conferenza stampa. Si sa, comunque, che furbizia ed intelligenza non sono sinonimi ed il trainer del Catanzaro dimostra più la prima che la seconda qualità. Vuoto nel suo sillogismo, in cui le premesse sono solo apparenti ed ipotetiche; false affermazioni conclusive tendenti a colpevolizzare gli altri per i suoi mancati successi. Il soggetto è quello! Buon per la Reggina che mai abbia accostato il proprio marchio a siffatto personaggio!

“Noi ci eleviamo…” – sostiene il nostro – a volere essere cattivi si potrebbe affermare “a –24 dalla vetta…”. Insomma, una sorta di moralizzatore dei “discinti” costumi amaranto. Ne sentivamo la mancanza!

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