Reggina, sabato a Monza intanto per finire in undici

Di Alessandro Crupi – “Vorrei finire una partita in undici”. Come dare torto al presidente della Reggina Luca Gallo nella conferenza stampa al termine della gara contro il Pisa? Due giorni fa nell’analizzare la fase buia che stanno attraversando gli amaranto, avevamo evidenziato circostanze strane, contradditorie in cui le ultime due sconfitte su tre sono maturate. Una di queste che ha inciso profondamente è l’aver disputato un’intera partita e un secondo tempo in dieci contro undici, grazie a due cartellini rossi francamente eccessivi. Premettendo che qui nessuno vuol fare la vittima né attribuire unicamente il periodo no della Reggina alla condotta arbirtrale.

Tuttavia si tratta di due dati di fatto inconfutabili che hanno penalizzato e non poco gli uomini di Toscano, costretti a battersi con l’handicap per buona parte delle gare se non per l’intera durata, come avvenuto con la Spal. Ma è anche vero che le squadre dotate di esperienza, personalità e grinta riescono spesso a fronteggiare al meglio questi fastidiosi contrattempi riuscendo anche a non soccombere, e magari anche a vincere. Lo hanno dimostrato Virtus Entella e Cosenza proprio contro la Reggina, che invece incontrando Spal e Pisa ci è andata vicina al colpaccio in inferiorità numerica con Denis (rigore fallito e palo clamoroso su tiro a colpo sicuro) e, domenica sera, con Di Chiara.

Ma per demerito e sfortuna non ce l’ha fatta. Resta il fatto che, comunque, un pizzico di furbizia in più nei calciatori amaranto non guasterebbe evitando falli ingenui e vistosi che, se non puniti subito con l’espulsione, fanno partire il giallo esponendo al rischio del cartellino rosso per l’intera durata della gara. Più testa e meno foga da trance agonistica, insomma. Che poi se andiamo a rivedere quanto accaduto nei primi 8 turni il bilancio ammonizioni tra la Reggina e gli avversari è sostanzialmente in parità: 25 gialli per gli amaranto, 22 gialli per gli altri. Così come il computo dei cartellini rossi dove l’equilibrio è totale: 2 a 2. Quindi nessuna congiura, a scanso di equivoci. Di sicuro stiamo assistendo in generale a scene di ordinaria, troppa e a volte ingiustificata severità da parte della classe arbitrale. Cartellini facili a gogo ed eccessi di protagonismo, forse perché non c’è il pubblico a farsi sentire. L’arbitro è come il giudice in tribunale, deve saper applicare la norma in base al caso concreto.

Empoli-Reggina

Un pensiero su “Reggina, sabato a Monza intanto per finire in undici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *