Reggina, organico da equilibrare e rafforzare in attacco

Di Alessandro Crupi – Sabato non ci sono più alternative, la Reggina deve vincere e basta per mettersi definitivamente alle spalle questo periodo nerissimo e iniziare una nuova fase. Come era prevedibile le quattro sconfitte consecutive hanno sollevato tanti interrogativi su società, squadra, allenatore e staff tecnico. E in merito soprattutto all’organico allestito dal ds Massimo Taibi sono emersi due filoni di pensiero: il primo che avrebbe preferito confermare in larghissima parte il gruppo della stagione scorsa protagonista della trionfale promozione in B e la seconda che, in sostanza dice: “La Serie cadetta è una categoria molto diversa dalla C e quindi sarebbe stato opportuno cambiare più di mezza rosa per far fronte alle nuove esigenze che il nuovo Campionato impone”.

Premesso che la società, dovendo anche rispettare la regola degli ‘over’ ha optato per una sorta di terza via, ovvero abbinando ad una parte dei calciatori reduci dalla bellissima stagione 2019-20 nuovi elementi tra cui la stella Ménez, c’è da fare una considerazione a monte. Per quante partite abbiamo visto davvero all’opera la Reggina studiata in estate dal duo Gallo-Taibi e schierata secondo le scelte prioritarie di mister Toscano? Solo fino alla gara contro il Pordenone perché a partire dal match contro la Spal sono arrivati gli inattesi e fastidiosi imprevisti, che rispondono al nome di espulsioni e infortuni. In tutto questo Ménez, cioè l’uomo attorno a cui ruota il gioco amaranto, tra una fase di appannamento, cartellino rosso e problemi fisici è mancato all’appello.

Troppe varianti messe insieme hanno condizionato il rendimento della Reggina per esprimere un giudizio definitivo ma è anche vero che non sempre si può perdere in dieci contro undici, come invece sistematicamente sta accadendo. Inoltre, una rosa che ad inizio stagione si credeva stracompetitiva con tante alternative da far pensare ad un efficace turn over funzionale alla causa proprio in queste circostanze, evidentemente non è così al top nella dinamica degli avvicendamenti, se i risultati sono quelli delle ultime 4-5 gare. Per affrontare una nuova categoria occorre affidarsi soprattutto a giocatori che la conoscono bene. La Reggina li ha in difesa e a centrocampo ma in attacco? Scarseggiano.

Lasciando stare Ménez che è di un’altra categoria e rappresenta un valore aggiunto a patto che si cali nella mentalità giusta, Lafferty e Vasic? Il primo solo un anno con il Palermo sei anni fa, il secondo la sta scoprendo adesso. A seguire c’è Charpentier, un anno in C con l’Avellino ma non ancora visto tra Covid e infortuni e poi Denis, il quale si rischia di bruciarlo fisicamente facendolo giocare avanti e indietro a mo’ di stantuffo. L’argentino, nonostante non sia avvezzo alla B italiana, può esprimere al massimo le sue grandi doti se agisce soprattutto in area avversaria come è abituato a fare. Crediamo che a gennaio si debba intervenire profondamente nel reparto avanzato.

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