Reggina, formazione sbagliata contro il Chievo?

Di Alessandro Crupi – Quando si perde 3-0 c’è poco da recriminare. E ieri la Reggina avrebbe potuto opporre davvero scarse argomentazioni per giustificare una sconfitta pesantissima, che rischia di distruggere il morale della truppa amaranto rinfrancato dalla speranzosa vittoria contro il Brescia. Due reti in fotocopia inflitte al bravo Plizzari ad opera di Margiotta e una di testa su corner. Di testa, sì, quella testa che ha rappresentato l’incubo degli undici di Toscano, sopraffatti fisicamente e nel gioco aereo soprattutto dai gialloblù De Luca e Canotto.

In crisi sono andati i tre centrali difensivi Cionek, Delprato e Loiacono mai in grado di opporre una protezione valida al portiere. E qui sorge il primo rilievo. Conoscendo le caratteristiche degli uomini d’attacco del Chievo non sarebbe stato meglio affidarsi a gente più prestante sul piano fisico e capace sul colpo di testa come Gasparetto e Stavropoulos, invece di schierare i due “leggerini” Delprato e Cionek? Anche Marco Rossi, se non fosse stato infortunato, avrebbe potuto offrire un buon contributo in quest’ottica per la Reggina.

Poi, e qui veniamo al secondo appunto, sapendo che il Chievo è molto forte sulle fasce, soprattutto quella di destra (la sinistra per la Reggina) da dove sono giunti i cross rivelatisi fatali, non sarebbe stato più utile piazzare lì un esterno più bravo a difendere che ad offendere? Di Chiara ha giocato un buon match ma è un calciatore che sa fare benissimo la fase offensiva. Molto meno quella difensiva. Stessa cosa Rolando dall’altra parte. E allora perché non inserire Daniele Liotti dal primo minuto, che garantisce maggior copertura? Certo, non abbiamo la controprova del successo di queste scelte, ma almeno sarebbe stata una Reggina più prudente e meno esposta, sulle ali, alla micidiale percussione altrui.

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