Reggina, un altro regalo al Venezia e sconfitta numero 6

Di Alessandro Crupi – E con questa sono sei sconfitte. Prosegue la fase nera, anzi nerissima, della Reggina che cede in casa anche contro il Venezia in una partita dalla trama thriller alla “Psycho”. La situazione, ora, da drammatica passa a paradossale per gli amaranto che dopo un discreto primo tempo si sono letteralmente mangiati una vittoria piuttosto abbordabile stasera al cospetto di una formazione mai apparsa irresistibile. Ma alla Reggina di questi tempi piace complicarsi la vita e offrire il fianco agli avversari nella maniera più banale elargendo regali.

La chiave dell’incontro sta tutta nell’atteggiamento mentale del secondo tempo e nelle modalità in cui sono maturate le due reti del Venezia. Un approccio rinunciatario, mirato soltanto a difendere l’esiguo vantaggio della prima frazione firmato da un bel gesto atletico di Kyle Lafferty. Condizione mentale dettata in buona parte dalla paura di prendere l’ennesima fregatura che ha bloccato le gambe dei calciatori ma che inevitabilmente ti espone a grossi rischi. Soprattutto quando disponi di una difesa non irresistibile. Ripiegare troppo sull’1-0 fin da primo minuto di gioco è un incentivo alla squadra rivale, un incentivo a schiacciarti e a farti vivere sull’onda ansiosa del batticuore sino alla fine. E dai e dai il goal lo puoi beccare.

Così è stato. I primi 45′ avevano invece dimostrato che il Venezia di stasera quando veniva attaccato e pressato alto dalla sua difesa manifestava grandi difficoltà e, soprattutto, si teneva ben lontano dalle parti di Plizzari. Ma alla Reggina, ripetiamo, piace farsi molto male negli ultimi due mesi. Per non parlare poi dei goal subiti: il primo a difesa praticamente ferma con Aramu che ha fatto quello che ha voluto, prima impegnando il portiere autore di una prodezza e avendo poi tutto il tempo necessario per piazzare il pareggio. Totalmente indisturbato perché nessuno ha osato avvicinarsi per fermarlo con la difesa della Reggina già con la testa nel cuscino a sognare.

Altro omaggio ai lagunari in occasione del raddoppio timbrato da Bocalon, il quale sopo essersi liberato di Gasparetto senza alcun ostacolo ha depositato la sfera alle spalle del povero estremo difensore amaranto. La reazione d’orgoglio della Reggina a quel punto non ha portato a nulla, nonostante due ottime occasioni create da Loiacono, nelle vesti di attaccante aggiunto. Ancora una volta, quindi, una squadra dai due volti: bene il primo tempo quando era entrata in campo con piglio grintoso e deciso, imbarazzante e oltremodo timorosa nella ripresa. E adesso mentre la Reggina affossa, mister Toscano è con più di un piede lontano dalla panchina.

Il tabellino dell’incontro:

REGGINA-VENEZIA 1-2

Reggina (3-4-1-2): Plizzari; Delprato, Cionek (78′ Gasparetto), Liotti; Rolando (74′ Loiacono), De Rose, Crisetig, Di Chiara, Rivas (78′ Folorunsho); Ménez (35′ Bellomo), Lafferty (74′ Vasic). A disposizione: Farroni, Guarna, Gasparetto, Peli, Stavropoulos, Bianchi, Marcucci, Mastour. Allenatore: Toscano.

Venezia (4-3-3): Lezzerini; Mazzocchi, Cremonesi (64′ Svoboda), Ceccaroni, Felicioli; Maleh (46′ Di Mariano), Vacca, Cernigoj (57′ Fiordilino); Capello (74′ Bocalon), Forte, Johnsen (46′ Aramu). A disposizione: Pomini, Ferrarini, Molinaro, Rossi, Bjarkason, St Clair, Karlsson. Allenatore: Zanetti.

Arbitro: Fabio Maresca di Napoli – Assistenti: Rodolfo Di Vuolo di Castellammare di Stabia e Giuseppe Maccadino di Pesaro – Quarto Uomo: Matteo Marchetti di Ostia Lido

Marcatori: 11′ Lafferty (R), 75′ Aramu (V), 82′ Bocalon (v)

Ammoniti: Lafferty (R), DI Chiara (R), Rolando (R), Cremonesi (V), Liotti (R), Vacca (V), Bocalon (V), Di Mariano (V), Bellomo (R)
Calci d’angolo: 6-6
Recupero: 3′ pt; 6′ st

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