Reggina, la musica non cambia: altri tre regali al Cittadella

Di Alessandro Crupi – Babbo Natale ormai ha cambiato colore, da rosso si è tinto di amaranto e ha il simbolo della Reggina. L’esordio di Marco Baroni sulla panchina amaranto non è stato fortunato. Solitamente il cambio di allenatore produce un risultato positivo subito, non sempre ma spesso. La Reggina di questi tempi riesce anche a sfatare questo trend e continua ad imbarcare acqua da tutte le parti sfoggiando il solito film: passa in vantaggio, si fa raggiungere e poi superare. Ma contro il Cittadella gli amaranto, oltre al repertorio già noto, hanno aggiunto la ciliegina sulla torta mandando in onda un’incredibile sagra degli errori che qualsiasi squadra di ogni categoria avrebbe difficoltà ad imitare.

Al “Granillo” si sono viste scene da “Mai dire goal” tali da suscitare quasi ilarità. Sequenze da lungometraggio comico, insomma. Su tutte spiccano le azioni che hanno portato gli ospiti prima sul 2-1 e poi sul 3-1 a loro favore. L’assurda incomprensione tra Plizzari e Stravropoulos e l’errore clamoroso della difesa che ha portato in pratica ad offrire un ghiotto assist a Branca per fare centro fotografano il momento complessivo della Reggina. Una squadra che gioca un tempo e poi si perde progressivamente nell’altra frazione di gioco, solitamente la seconda, per regalare la vittoria all’avversario di turno, che passa in vantaggio e poi si fa sistematicamente rimontare e che, dulcis in fundo, commette sciocchezze inenarrabili. Ad assistere impotente a tutto questo scempio calcistico il neotecnico della Reggina Marco Baroni, che ha sostituito Mimmo Toscano, che al di là di tutto, resterà sempre nel cuore e nella storia del club e della tifoseria per i risultati raggiunti da giocatore e da allenatore.

C’è da lavorare, e molto, partendo dalla testa, da quella condizione mentale che appare il vero tallone d’Achille dell’attuale Reggina, al di là dei limiti tecnici che possono esserci. Nervosismo, foga e mancanza di attenzione. Altrimenti non si possono spiegare gli svarioni del match contro il Cittadella. Un vero peccato perchè in effetti gli amaranto non hanno mai subito il gioco della forte ma decimata compagine patavina, a cui sono state consegnate le chiavi della porta amaranto dagli stessi giocatori di Baroni. Anche la difesa a 4, espressione di un modulo più affidabile come il 4-4-2, senza gli erroracci è sembrata reggere meglio l’urto offensivo altrui ma quando perdi così tutte le valutazioni su possibili novità non possono che essere rimandate.

Il tabellino dell’incontro:

REGGINA-CITTADELLA 1-3

Reggina (4-4-2): Plizzari; Delprato, Cionek (78′ Gasparetto), Liotti; Rolando (74′ Loiacono), De Rose, Crisetig, Di Chiara, Rivas (78′ Folorunsho); Ménez (35′ Bellomo), Lafferty (74′ Vasic). A disposizione: Farroni, Guarna, Gasparetto, Peli, Stavropoulos, Bianchi, Marcucci, Mastour. Allenatore: Toscano.

Venezia (4-3-3): Lezzerini; Mazzocchi, Cremonesi (64′ Svoboda), Ceccaroni, Felicioli; Maleh (46′ Di Mariano), Vacca, Cernigoj (57′ Fiordilino); Capello (74′ Bocalon), Forte, Johnsen (46′ Aramu). A disposizione: Pomini, Ferrarini, Molinaro, Rossi, Bjarkason, St Clair, Karlsson. Allenatore: Zanetti.

Arbitro: Luca Massimi di Termoli – Assistenti: Giacomo Paganessi di Bergamo e Gianluca Sechi di Sassari – Quarto Uomo: Daniel Amabile di Vicenza

Marcatori: 21′ Liotti (R), 39′ Tsadjout (C), 52′ Proia (C), 70′ Branca (C)

Ammoniti: De Rose (R), Donnarumma (C), Perticone (C), Stavropoulos (R)
Espulso: Liotti (R)
Calci d’angolo: 2-4
Recupero: 1′ pt; 5′ st

 

Reggina-Cittadella 1-3 (Serie B - 19-12-2020) 005
Marco Baroni

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