Reggina, harakiri ad Ascoli dopo un primo tempo perfetto

Di Alessandro Crupi – Ascoli-Reggina del 4 gennaio 2021, ovvero il thriller dell’assurdo. Una gara già vinta per oltre la metà della sua durata viene invece bruciata dagli amaranto, che tornano a Reggio Calabria con le pive nel sacco. Il classico esempio di come si può perdere una partita quando ce l’hai in pugno. E questa volta il mister Baroni ha forse peccato di presunzione nel secondo tempo quando, saldamente in vantaggio, ha fatto entrare in campo due ulteriori uomini d’attacco come Denis e Bellomo con l’intenzione, probabilmente, di chiudere definitivamente il match. Ma ha sbilanciato troppo la squadra che negli ultimi 15′ ha mandato in onda un cortometraggio alla Psycho.

Prima il pareggio, complice una chiusura difensiva eccessivamente soft su Cangiano e poi la stangata dell’Ascoli con Kragl, lasciato incolpevolmente da solo per diversi metri fino alla stoccata definitiva, in cui forse Guarna non è esente da colpe. L’estremo difensore amaranto avrebbe probabilmente potuto deviare quel tiro, anche se violento, considerando che è stato scagliato dal suo lato. Un harakiri in piena regola per la Reggina che torna ad essere braccata dai fantasmi del passato interrompendo l’ottima serie positiva che aveva centrato tra Vicenza e Cremonese.

Ma è soprattutto il modo in cui è arrivata questa sconfitta a preoccupare. Prima di tutto per le modalità con cui sono state subite le reti e poi per i danni psicologici che questo 2-1 potrebbe causare. Interrompere la risalita con una brusca caduta divorandoti un match che avevi in mano e regalando la vittoria agli avversari fa tornare in mente quel periodo che la Reggina sembrava essersi messa alle spalle.

Quando, cioè, si disputava un primo tempo da urlo e una ripresa inguardabile gettando alle ortiche quanto di buono si era costruito fino a metà partita. Esattamente ciè che è accaduto stasera con una Reggina perfetta nei primi 45′, capace di non far giocare l’Ascoli chiudendo tutti gli spazi e di colpire nel momento giusto sfruttando con intelligenza l’occasione propizia. Una squadra che in questa fase ha dato prova di grande compattezza, solidità e cinismo come fosse una grande. Stessa dimostrazione offerta anche per buona parte della ripresa dove l’unica colpa della Reggina è stata quella di non aver chiuso il match. Poi i cambi piuttosto arditi del tecnico e il crollo negli ultimi 7 minuti. E forse, ripetiamo, non è un caso che la debacle sia arrivata proprio dopo quelle due sostituzioni francamente difficili da interpretare, se non in un eccesso di sicurezza. Il trittico vincente è fallito.

ASCOLI-REGGINA 2-1

Ascoli (4-3-1-2): Leali; Pucino, Brosco, Quaranta, Tofanari (46′ Krragl); Cavion, Buchel, Gerbo (46′ Cangiano); Sabiri (73′ Tupta); Chiricò (62′ Pierini), Bajic. A disposizione: Sarr, Avlonitis, Corbo, Sini, Lico, Eramo, Donis, Vellios. Allenatore: Sottil.

Reggina (4-2-3-1): Guarna; Delprato, Loiacono, Cionek, Di Chiara; Bianchi (74′ Bellomo), Crisetig (46′ De Rose); Situm (74′ Denis), Folorunsho, Liotti (83′ Rolando); Rivas. A disposizione: Farroni, Plizzari, Peli, Rolando, Stavropoulos, Mastour, Charpentier, Vasic. Allenatore: Baroni.

Arbitro: Davide Ghersini di Genova – Assistenti: Gabriele Nuzzi di Valdarno e Riccardo Annaloro di Collegno. Quarto Quarto uomo: Francesco Fourneau di Roma 1.
Marcatori: 19′ Liotti (R), 83′ Cangiano (A), 90′ Kragl (A)
Ammoniti: Brosco (A), De Rose (R), Kragl (A), Cangiano (A).
Calci d’angolo: 4-5.
Recupero: 2’pt; 4’st.

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