Reggina Anno Zero

Lillo Foti

Ventiquattro giorni all’inizio del Campionato di Serie bwin. Per la Reggina si tratterà del quarto campionato consecutivo tra i cadetti. Reggina anno zero, tra partenze, arrivi e ritorni, gli amaranto si preparano a vivere un campionato che non potrà scivolare via nell’anonimato come successo lo scorso anno. Rivoluzione doveva essere e rivoluzione, sino ad ora, è stata. Il presidente Foti non ha fatto (giustamente) sconti a nessuno. Chi lo scorso anno non ha dato quello che poteva è stato mandato via, altri sono finiti fuori rosa, allenandosi da soli prima di trovare altra sistemazione. Si è iniziato dal tecnico. Roberto Breda, mai particolarmente amato dal pubblico del Granillo, è stato rimandato a casa dopo una chiamata della scorsa estate che sapeva tanto di scelta di ripiego.

Nei fatti così era, già dallo scorso anno, la Reggina aveva l’intenzione di affidare la panchina a Davide Dionigi. Con il tecnico l’accordo c’era già praticamente su tutto, ma all’ultimo istante, per senso di gratitudine verso il presidente D’Addario e verso la società tarantina, Dionigi decise di restare almeno un altro anno in Puglia, con la promessa, però, di essere comunque lasciato libero al termine della stagione 2011/2012, a prescindere dal risultato conseguito. I problemi societari ed economici del Taranto Calcio hanno fatto il resto, Re Davide oggi è tornato a casa con la voglia di chi vuole dimostrare di essere bravo a fare l’allenatore così come è stato bravo, in passato, a fare il calciatore. Idee molto chiare e rispetto delle regole e dei ruoli sin dal primo giorno. Dionigi sta dimostrando di tenere un ottimo rapporto con tutti i suoi calciatori, dialoga con tutti, dispensa buoni consigli in campo e fuori dal campo. Il suo credo calcistico è il 3-4-3 e non ne ha fatto mistero sin dal primo giorno di ritiro. Difesa alta ed aggressiva, gioco sulle fasce, correre, correre e correre in mezzo al campo. Sinonimo di sicurezza, di personalità. Come i più attenti ricorderanno, lo scorso anno, quando Roberto Breda arrivò a Reggio, aveva l’intenzione di giocare con il 4-3-3. Iniziò a provarlo nelle prime due settimane di lavoro, ma poi, a seguito di una amichevole andata male, ad un tratto decise di rivoluzionare il tutto, adottando quel 5-3-2 che ha regalato davvero poche soddisfazioni ai tifosi amaranto. Lo scorso anno, la Reggina non ha mai (eccezion fatta per la prima partita casalinga contro il Modena) espresso un bel gioco. Anche i successi esterni di Brescia e Livorno, giunsero più per demeriti degli avversari che per meriti degli amaranto. La Reggina restava  sistematicamente per 90 minuti dietro la linea della palla con 11 calciatori e per far male agli avversari si affidava solo ed esclusivamente alle ripartenze. Questa strategia, al massimo, può andar bene 2-3 volte non di più. Ed infatti, non appena gli amaranto iniziarono ad incontrare squadre che giocavano quasi a “specchio”, iniziavano delle grosse difficoltà. Anche il cambio Breda-Gregucci non produsse grandi stravolgimenti. D’altra parte, rispetto a Breda, Gregucci non fece praticamente nulla di diverso, se non schierare Ragusa esterno di centrocampo a destra anziché attaccante. Dunque, settimana dopo settimana, la stagione della Reggina scivolava sempre più verso l’anonimato, fino ad arrivare alla prima settimana di maggio, ritrovandosi, con un mese di campionato ancora da disputare, a non avere più obiettivi da raggiungere, concludendo il torneo nel peggiore dei modi possibili. Da li la giustificabile ira funesta del presidente Foti. Via tutti, ricostruiamo la Reggina. Squadra a chi ha sudato la maglia e sa cosa vuol dire indossarla (Davide Dionigi), ragazzi giovani e di qualità con tanta voglia di dimostrare il proprio valore: Fischnaller, Rodrigo Ely, Comi, Angelilli, più qualche elemento di esperienza, come Di Bari, Hetemaj ed alcuni elementi ritornati a Reggio con la voglia di dimostrare di essere pronti a disputare una stagione da protagonisti con la maglia amaranto: Burzigotti, Sarno e Stuani. Domenica prossima inizia ufficialmente la stagione, si riparte con la Coppa Italia. Al Granillo di scena la vincente tra Nocerina e Paganese. Per la Reggina l’anno zero è già iniziato. C’è voglia di ritornare grandi, c’è voglia di ritornare ad entusiasmare la gente. Questo Davide Dionigi ed i suoi calciatori lo sanno bene, a loro il compito di far tornare il Granillo l’orgoglio di una intera città.