Reggina, a La Spezia per provare a rialzare la testa…

Il presidente Lillo Foti

Tre giorni sono davvero troppo pochi per poter preparare al meglio una delicata trasferta come quella di La Spezia. La delusione per la sconfitta di martedì sera in casa contro il Lanciano è ancora tanta, ma il campionato va avanti, non si ferma, e la Reggina sabato pomeriggio è chiamata a riscattare una sconfitta assolutamente inaspettata.

Si va in Liguria, a La Spezia, contro una neopromossa che ha grandi ambizioni. I liguri infatti, nonostante le ultime tre sconfitte consecutive che hanno messo a serio rischio la panchina dell’allenatore Michele Serena, sono una squadra costruita per vincere il campionato. Avere in rosa calciatori del calibro come Okaka (non ci sarà per squalifica), Antenucci, Di Gennaro, Sammarco, Sansovini, Goian, Crisetig, non è roba da poco. Eppure questo Spezia, al momento, non riesce a decollare. Egoisticamente speriamo che la riscossa spezzina non inizi proprio sabato pomeriggio contro gli amaranto, anche se, purtroppo, ormai, siamo abituati a vedere la nostra Reggina capace di risuscitare squadre che quando la incontrano sono sempre in un momento negativo.

Tra gli amaranto non ci sarà Giuseppe Rizzo, fermato per un turno dal giudice sportivo dopo il rosso diretto rimediato nelle battute finali di Reggina vs Lanciano, per un’entrataccia su Fofana. Scontata anche l’assenza degli infortunati Lucioni, Freddi e Campagnacci, dovrebbe invece essere convocato Bombagi, il quale si è ripreso dopo il piccolo intervento di pulizia del menisco. Mister Dionigi, che sta pensando ad un cambio del modulo, noi avevamo lanciato la nostra proposta al tecnico amaranto, non è sicuramente sereno e chiederà ai suoi una prova d’orgoglio su un campo difficile. Dal Dispaccio.it apprendiamo che, nell’allenamento di ieri, il tecnico dei calabresi ha provato il modulo 5-3-2 che in pratica è lo stesso ed identico modulo che lo scorso anno veniva utilizzato da Breda. Si tratta di una direttiva societaria? Noi, sinceramente, non ce la sentiamo di escluderlo. Questo modulo è molto caro sia al presidente Foti che al direttore sportivo Giacchetta. Se ciò fosse vero però, questo significherebbe che la fiducia della società nei confronti del tecnico inizia a vacillare e dunque, dall’alto, si iniziano ad indirizzare le scelte dell’allenatore.

Adottare questo sistema di gioco (5-3-2), in pratica significa rinunciare a giocare sugli esterni, tenendo sempre bloccati sulla linea dei difensori sia l’esterno destro, che a questo punto molto probabilmente a La Spezia sarà D’Alessandro, sia quello sinistro, capitan Rizzato. Questo modulo porta più a giocare di ripartenza, cercando di sfruttare le caratteristiche di rapidità degli attaccanti, che invece provare a condurre la partita. Con questo sistema, lo scorso anno, la Reggina ha conquistato alcuni successi importanti in trasferta, si pensi alle vittorie di Livorno, di Brescia e di Pescara, tutte figlie dello stesso copione: si sta in undici nella propria metà campo per tutta la partita, si pressa subito il portatore di palla avversario, e si cerca di far male solo ed esclusivamente in contropiede, con le ripartenze delle punte rapide.

Sarà davvero questa la Reggina che vedremo di scena allo stadio Alberto Picco di La Spezia? Noi non lo escludiamo. Alle ore 12:30 ci sarà la conferenza stampa di presentazione del match di mister Dionigi. Dalle sue parole, sicuramente ne capiremo di più. Dalla Liguria non si può tornare a mani vuote, urgono punti per la classifica e per il morale. Un’ulteriore sconfitta potrebbe essere la goccia che potrebbe far traboccare il vaso. Siamo soltanto a fine settembre, ma in casa Reggina, è già tempo delle prime valutazioni.