Reggina, da Cesena passa il futuro di un progetto

Al Manuzzi, Sarno potrebbe essere schierato dall’inizio

Cinque sconfitte in nove partite. Il bilancio della Reggina 2012/2013 ad oggi è assolutamente negativo. Pur non avendo allestito una squadra di altissima classifica, sinceramente, a questo punto del torneo, nessuno si sarebbe aspettato di vedere la Reggina in terz’ultima posizione.

Le cose non vanno bene, inutile negarlo! La vittoria contro il Novara aveva riacceso un minimo di entusiasmo, la sconfitta di Livorno, invece, è arrivata per far capire a tutti che non sempre si può vincere non giocando a calcio. Infatti, e lo abbiamo già detto in più di un’occasione, da quando mister Dionigi ha cambiato (per sua reale convinzione?) il modo di giocare, passando dal 3-4-3 al 5-3-2, non si è più vista una Reggina propositiva, desiderosa di andare in campo ed attaccare l’avversario, ma abbiamo ricominciato ad assistere alle prestazioni di quella squadra, già vista all’opera negli ultimi due anni, che va in campo per restare in undici dietro la linea della palla per novanta minuti, subendo totalmente il gioco dell’avversario, sperando di fargli male solo ed esclusivamente con qualche ripartenza. Questo, magari, può andar bene una volta, ma non sempre. Un atteggiamento del genere, e forse nemmeno, è più comprensibile in trasferta ma non certamente tra le mura amiche, dove la Reggina deve cercare sempre di vincere per costruire il suo campionato. Questa squadra ha grossi limiti strutturali, ormai è evidente a tutti, riesce a segnare solo su palla inattiva, se poi, in nome di un sistema di gioco assolutamente difensivo, si rinuncia anche a schierare quegli elementi che possono offrire un minino di qualità al gioco della squadra (vedi Sarno ed Alessio Viola), allora per questa squadra il futuro non può che essere nero.

Noi siamo convinti che, mister Dionigi, che è persona assai competente, già a Cesena riproporrà una Reggina più vicina a quella che è stata la sua filosofia di calcio negli anni trascorsi a Taranto. In Romagna, a nostro parere, il mister andrà a giocare con il tridente oppure con un trequartista alle spalle di due punte. La Reggina non può più permettersi passi falsi, la classifica piange e non  bisogna farla diventare drammatica. Tornare da Cesena senza un risultato positivo, potrebbe mettere seriamente a rischio non solo la panchina di mister Dionigi, ma tutto il progetto Reggina 2012/2013 e 2013/2014. Il tecnico, infatti, ha sottoscritto con la società un contratto biennale, questo fa capire che c’è progettualità. Ma se i risultati non arrivano, nel calcio si sa, a pagare è sempre e solo l’allenatore, anche per responsabilità non sue…Dionigi questo lo sa e noi speriamo vivamente che a Cesena faccia tutto quello che si sente di fare. Se le cose non andranno bene, comunque sarà lui a pagare per tutti, dunque, meglio non avere rimpianti.

Al Manuzzi, la Reggina troverà una squadra che si è leggermente ripresa dopo un avvio di stagione a dir poco catastrofico. Il cambio di allenatore, Campedelli-Bisoli, sembra aver portato qualche risultato, anche se nelle ultime due giornate, i romagnoli hanno perso prima in malo modo a Modena (4-0) e poi non sono riusciti ad andare oltre il pareggio, in casa, contro il Crotone. Nel Cesena gioca Emanuele Belardi, portiere bandiera della Reggina che negli ultimi sei mesi dello scorso torneo, era tornato a Reggio per dimostrare a tutti di averne ancora, di essere ancora un buon portiere. Così è stato, Belardi ha disputato ottime prestazioni, ha confermato di essere ancora vivo e poi ha salutato tutti. Era stato chiaro, sarebbe rimasto solo dinanzi all’allestimento di una squadra competitiva. Così non è stato e dunque ha deciso di cambiare aria. Oggi, forse più che tre mesi fa, capiamo il perché Belardi non abbia voluto continuare il suo percorso con la Reggina. Oltre a Belardi, il Cesena può contare su altri elementi di qualità, su tutti gli attaccanti: Succi (che è in dubbio per sabato), Graffiedi e Defrel, i quali trovano la via del goal in maniera abbastanza costante. Mister Bisoli, solitamente, si sta affidando al modulo 3-5-2. Il Cesena ha una buona organizzazione di gioco e, se gioca in maniera serena, può far male a qualsiasi tipo di avversario.

La Reggina è avvisata, anche al Dino Manuzzi di Cesena non sarà una partita semplice, d’altra parte, in Serie B, non esistono partite facili (la gara contro il Lanciano insegna proprio questo). Sarà necessario scendere in campo con la consapevolezza di giocarsi una partita importante, sforzandosi però di non pensare alla classifica e a quello che potrebbe avvenire in caso di risultato negativo. Certo, è più facile dirlo con le parole che poi farlo con i fatti, ma la Reggina ha le carte in regola per poter disputare una buona prova in Romagna, considerando anche che non ci saranno squalificati (diffidato il solo Di Bari) e che l’infermeria si è finalmente svuotata. Urge tornare a casa con dei punti in classifica, i quali, in questo momento, servono come il pane.