Reggina, cambiano i moduli ma la minestra è sempre la stessa…

Mister Dionigi

3-4-3, 3-4-1-2, 3-5-2, 5-3-2, ecc. ecc…insomma, cambiano i moduli, cambia pure qualche interprete, ma la minestra in casa Reggina è sempre la stessa.

L’idea di mister Dionigi, sin dal suo arrivo, era quella di giocare con il modulo 3-4-3, quel sistema di gioco che ha fatto le sue fortune a Taranto. Dionigi ci ha provato, sin dalle prime gare di Coppa Italia. C’ha provato ad Empoli all’esordio, con il tridente Sarno, Comi, Ceravolo, c’ha riprovato in casa contro la Pro Vercelli, nonostante l’assenza per infortunio di Sarno, stessa cosa a Verona, dove, pur dovendo rinunciare anche a Bombagi, il tecnico ha mandato in campo dall’inizio Ceravolo, Comi e Fischnaller. Dionigi ci credeva, abbiamo elogiato il suo coraggio, a Verona ha perso per due episodi, la “papera” di Baiocco ed il rigore generosamente concesso dal direttore di gara, ma è proprio li, in Veneto, che le certezze sono iniziate a venire meno…

In casa contro il Modena, infatti, mister Dionigi cambiava per la prima volta modulo. La sua Reggina passava dal 3-4-3 al 3-4-1-2 (a nostro parere già 3-5-2), con Barillà alle spalle di Ceravolo e Fischnaller. La Reggina, in extremis, grazie ad un rigore realizzato da Comi, riacciuffava il pareggio, evitando così la beffa. Poi si andava a Padova, dove si continuava ad insistere con il 3-4-1-2, con Barillà sempre trequartista alle spalle di Viola e Ceravolo. Arrivava la seconda sconfitta stagionale, seguita subito dopo dalla terza, in casa contro il Lanciano, in cui Dionigi ritornava al 3-4-3 di inizio stagione, lanciano nella mischia subito Sarno, Ceravolo e Fischnaller. Una sconfitta davvero pesante ed inaspettata, contro un avversario sicuramente non più forte. E’ qui che si è aperta la vera crisi della Reggina!

Il presidente Foti che colloquia a lungo con il tecnico e con la squadra, e da qui la decisione del mister di cambiare nuovamente modulo. A La Spezia, spazio al 5-3-2 (se preferite 3-5-2 in fase offensiva), quel modulo tanto caro al presidente Foti, grande estimatore della difesa a tre con i due terzini bloccati. La Reggina gioca decisamente meglio, la squadra appare più equilibrata, non merita di perdere, invece Sansovini la gela, ed arriva anche la quarta sconfitta in campionato. Una squadra sicuramente ben disposta in campo ma che preferisce subire il gioco avversario anziché provare a produrne. Si sta in undici dietro la linea della palla per 90 minuti e si cerca di colpire soltanto con le ripartenze. Si potrà andare molto lontano in questo modo? Sinceramente crediamo di no…

Dunque, 7 partite giocate, 4 sconfitte, 1 vittoria e 2 pareggi. La media è da retrocessione, vi sono pochi dubbi. Tre sono i cambi di modulo (e non calcoliamo il 4-2-3-1 visto all’opera nel secondo tempo contro il Lanciano), dal 3-4-3 al 3-4-1-2, dal 3-4-1-2 al 3-5-2, dal 3-5-2 al 5-3-2. Cambiano i moduli, cambia qualche interprete, ma la minestra è sempre la stessa!

Certo, non v’è dubbio, la Reggina di inizio stagione è stata anche molto sfortunata. Diversi gli infortuni, già durante il ritiro, il goal subito a Padova al 47′, il rigore fallito da Ceravolo contro il Lanciano, il palo colpito ieri, sempre da Ceravolo a La Spezia. Ma non tutto può essere attribuito solo alla sfortuna…noi, in tutta sincerità, pensiamo che questa squadra abbia i mezzi per poter uscire fuori da questa crisi, lo diciamo chiaramente, sarebbe sbagliato cambiare allenatore. Foti e Giacchetta hanno già compiuto questo errore in passato, con Novellino prima (Giacchetta ancora però non era Ds), con Breda dopo, senza mai ottenere grandi risultati. Per Dionigi ci saranno due partite in cui si deciderà il suo futuro: Novara e Livorno al Granillo. Se da questi due prossimi impegni, la Reggina uscirà senza punti, un ribaltone in panchina è più di un’ipotesi.

Un pensiero su “Reggina, cambiano i moduli ma la minestra è sempre la stessa…

  1. L’allenatore fa il suo e dice quello che è opportuno dire in questi momenti. Guardando in faccia alla realtà questa squadra non ha anima, struttura, e un bel niente. Manca carisma, carattere e grinta. Non abbiamo neanche un’ossatura (un portiere, un difensore, un centrocampista, un attaccante) su cui impostare il team. I pochi buoni da soli e senza un appoggio possono predicare nel deserto. Esempio lampante Sarno che quanto bravo e tecnico possa essere (non è lui a dover risolvere le partite ma l’attaccante es. Ceravolo davvero indecente !) se non ha nessuno che finalizza la sua fantasia, il suo estro è inutile che si ammazzi. Diciamo la verità in questo grande scarsume anche tecnico che è quest’anno la serie B bastavano 4/5 acquisti mirati per fare un discreto campionato. Con questa squadra non mi resta che piangere…lottiamo per non finire nel calcio polveroso, quello dove la maglie non portano nomi e i numeri vanno da 1 a 11…forse li qualcuno quando non sarà troppo tardi si ricorderà che a calcio non si gioca da femminucce con il cerchietto, il codino, il fondotinta ma con il coltello tra i denti, i calzettoni abbassati e il sudore che ti scola dalla maglia ! Lo dico da ora e lo ripeterò sempre…la mia fede non retrocederà mai e nessuno di quei 22 che abbiamo + la dirigenza mi rappresenta ! Sono studo dei discorsi di fantascienza di foti, delle favole che racconta esiste solo la maglia. La riconoscenza di averci portato in A l’avrà fino alla morte ma forse è ora di non pensare solo alla sua tasca ma alla Reggina Calcio perchè in fondo è quella che sta a cuore ancora (penso per poco) a tutti in questa città. Amen !

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