Reggina, Dionigi è appeso a un filo. Così non va, la media punti è da retrocessione diretta

Mister Dionigi

In più di una occasione ci siamo schierati dalla parte dell’allenatore. Nei confronti di Davide Dionigi, infatti, nutriamo sentimenti di grande affetto e stima. Il suo ricordo da calciatore resterà per sempre nella mente di tutti i tifosi amaranto. Siamo anche convinti del fatto che Dionigi non sia l’unico, sicuramente non il principale responsabile dell’attuale situazione disastrosa della Reggina, ma così non va proprio, urge una scossa!

Senza peli sulla lingua affermiamo che la Reggina vista ieri sera all’opera contro il Cittadella è stata imbarazzante. Sinceramente non riusciamo a capire il perché affidarsi ad un modulo, il 3-5-2, senza avere dei centrocampisti di qualità bravi ad inserirsi. Per attuare questo sistema di gioco, occorre avere innanzitutto un buon regista di centrocampo in grado di far girare la squadra ed impostare la manovra (la Reggina non lo ha dopo aver ceduto Nicolas Viola) e queste caratteristiche sicuramente non appartengono al roccioso Hetemaj, due esterni rapidi e capaci di fare tutta la fascia (benissimo Rizzato sulla sinistra, ma a destra le prestazioni di Melara e D’Alessandro non convincono per nulla), e due mezzale in grado di buttarsi in area di rigore e pronti a battere a rete (Barillà spesso ci riesce, Armellino invece non ha molta dimestichezza). Dunque, non avendo gli uomini giusti, non potendo contare su un centrocampo di qualità, sinceramente facciamo fatica a capire perchè il mister abbia voluto puntare su un modulo che l’attuale Reggina, in virtù della totale assenza di qualità in mezzo al campo, non è in grado di proporre.

La miglior Reggina vista all’opera quest’anno è sicuramente quella schierata con il modulo 3-4-1-2 con Sarno alle spalle di Ceravolo e Comi. Non affidarsi a questo modulo neppure quando si gioca in casa contro un avversario rispettabilissimo ma sicuramente non trascendentale, a nostro parere è scelta poco logica. Questa Reggina se vuole fare male all’avversario deve giocare rapidamente e senza dare molti punti di riferimento. Se questo non avviene si va in palese difficoltà, dalle fasce arrivano pochissimi cross e tirare in porta diventa difficilissimo.

A Reggio, quest’anno, mister Dionigi non sta facendo il Dionigi. Lo abbiamo seguito negli anni passati a Taranto; la sua squadra non temeva mai l’avversario ed esprimeva anche un buon calcio. Ieri sera, invece, agli amaranto tremavano un po’ le gambe. E’ arrivata una sconfitta pesante, i calabresi sono in piena zona retrocessione e non si intravede la luce in fondo al tunnel. Probabilmente domenica a Grosseto verrà concessa l’ultima chance a Dionigi. Non vorremmo essere nei suoi panni, con questa Reggina tornare dalla Toscana con un risultato positivo appare assai difficile.

Alcuni iniziano a chiedere a gran voce l’esonero del tecnico. Ma ne vale la pena? Cosa offre la piazza? Le responsabilità sono davvero tutte del tecnico? La palla passa al Presidente Foti ed al Ds Giacchetta, in questa Reggina, inutile negarlo, c’è tanto di loro…