Reggina: la squadra non si faccia distrarre da quel che accade fuori dal campo

Di Ruggero Rizzi – Si è molto discusso più della maglietta del presidente Gallo che del derby; sono state commentate di più le farneticanti dichiarazioni di Auteri che i contenuti tecnici della gara. Eppure si è assistito ad una partita veemente, feroce in certi frangenti, appassionante – per merito di entrambe le contendenti – con il risultato in bilico sino alle topiche tattiche del tecnico giallorosso ed alle geniali contromisure del trainer dei reggini, Toscano.

Bella, intensa, avvincente, appassionante, una partita, insomma, davvero spettacolare, purtroppo macchiata da un arbitraggio assolutamente inadeguato per un siffatto palcoscenico; direttore di gara che ha avuto finanche la capacità di scontentare tutti, dando così la stura ai tromboni.

Avremmo voluto ascoltare questo e non i fastidiosi lamenti di quel personaggio pirandelliano a cui la sconfitta brucia per un presunto nesso di causalità derivante da episodi accaduti in campo e/o negli spogliatoi. Insomma, “uno, nessuno e centomila” portato in scena nella sala stampa del Granillo, ma, appunto, nessun cenno alla gara, sui motivi di una sconfitta.

Ma è necessaria una chiosa su ciò che è accaduto al termine di Reggina-Catanzaro. La maglietta e ciò che sulla stessa vi era scritto (indubbiamente di pessimo gusto, degno della suburra): innegabilmente una caduta di stile, una mancanza di eleganza, di quell’aplomb necessario da parte di chi rappresenta una Società come quella amaranto.

Da ciò deriva la semplice considerazione che chi è così in vista non può e non deve scadere nel cattivo gusto. Deve essere d’esempio per tutti, specie in una città come questa. Abbiamo tutti bisogno di esempi positivi e non di scellerati gesti, goliardici quanto si vuole, ma sempre di cattivo gusto, in considerazione di ciò che si è e chi e cosa si rappresenti. Reggio deve crescere anche, se non soprattutto, attraverso dimostrazioni degne di tale nome e la Reggina (tutta) ha il dovere di essere capofila di una crescita morale, civile, di stile.

L’etica, la morale non sono e non possono essere considerati come concetti astratti e/o pensieri filosofici, ma come uno stile di vita, la consapevole scelta tra il bene ed il male, tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. E’ un fatto di educazione, ma anche frutto dell’esperienza posto che non sia una cosa nata con l’individuo.

Il gesto di Gallo è da condannare, giusta quanto testé espresso, augurandosi di potere udire dalla bocca del presidente una plausibile giustificazione ad un gesto mancante di ratio.

Le strumentalizzazioni sono dietro l’angolo, ma questo è solo il lato opportunistico della vicenda (le prime pulci hanno cominciato a tossire), il senso da capire ed apprendere è quello della consapevolezza del valore morale del proprio agire.

* articolo aggiornato il 21/10/2019

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