Reggina, Bye Bye Serie C! (Foto della festa promozione)

Di Ruggero Rizzi – Bye Bye serie C! La Reggina ti lascia, va via senza alcun rammarico o nostalgia. In punta di piedi ed in maniera inusuale, per decreto, ma ho meritato sul campo -laddove ho surclassato i miei rivali – di arrivare in cadetteria. Senza rancore alcuno, nonostante le tante afflizioni patite.

Ho creduto, ritrovandoti, seppur per un breve periodo, di avere raggiunto la mia dimensione, ma ho errato nella mia valutazione perché – forse inconsciamente – sono abituata a ben altri fasti. E poi, devo dirlo, ti avevo lasciato che eri altra cosa rispetto a quello che sei diventata. Poca cosa in verità, ricordando il passato: la miseria umana regna sovrana nel tuo territorio, e non soltanto a livello calcistico. Non posso certo dimenticare gli stolti, i falsi moralisti, i finti buonisti che vi albergano: sino all’ultimo momento hanno tentato di giocarmi dei brutti scherzi. È Noto a tutti! Ma, si sa, di fronte al benessere altrui gli invidiosi non possono far altro che spargere veleno.

Corro verso altri lidi, più confacenti al mio rango. Noblesse oblige, potrei affermare. Certamente il mio status importa degli obblighi e del resto lo indica anche il mio nome: la doppia consonante non è un vezzo o, peggio, un errore, ma un rafforzativo che sta ad indicare la mia storia, la mia genealogia, la mia casata.

Amaranto il mio colore, non a caso una nuance del rosso che, come tutti gli uomini sanno, sta ad indicare la passione. Ed io ho dalla mia la passione e l’amore dei tanti che in me vedono motivo di riscatto, di rivalsa, di affrancamento dal quotidiano.

In molti mi hanno accompagnato e guidato nei miei 106 di storia, tanti quelli che hanno approfittato del mio essere, che mi hanno reso fragile, vulnerabile, usandomi per i loro turpi fini. Dal mecenate all’avventuriero, dal mercante all’imprenditore, ne ho conosciuti tanti. Taluno mi ha posto sul piedistallo (in verità pochi) altri mi hanno sfruttata sino a farmi scomparire. Solo per il vile denaro! Furbi ma non intelligenti: lo fossero stati avrebbero ben compreso quanto nel corso degli anni avrei contribuito a procurargliene. Sarebbe bastato pazientare, il tutto e subito non vale se sei imprenditore di vaglia, farai bancarotta.

Debolezze umane, bassezze alle quali nessun essere vivente potrà mai abituarsi; per fortuna ho sempre trovato chi mi ha aiutato, porgendomi la mano per farmi risollevare da quelle meschine cadute, ridandomi fiducia e consapevolezza dei miei mezzi e, mi perdonerai, della mia bellezza.

Oltre un secolo di vita ma non mi vedrai mai sfiorita, anzi! Adesso ritorno là da dove sono partita: verranno stesi tappeti rossi al mio passaggio e mille e mille bandiere sventoleranno sullo sfondo del cielo azzurro. La mia attuale guida appare come persona per bene, un gentiluomo che fa ciò che promette: ha in serbo per me grandi sorprese, vuole condurmi in posti che per pudore non oso dire. Immensi orizzonti si appalesano ai miei occhi.

Perdonami se il nostro rapporto si interrompe qui, ma le troppe, tante differenze tra noi non potevano consentire oltre questa convivenza. Non riceverai cartoline né saluti da parte mia, anche se capisco che la colpa non sia solo tua.

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